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Il Milan ha seguito con interesse Ungheria-Turchia, gara valevole per la sesta e ultima giornata del gruppo 3 nella Lega B di Nations League. Nonostante l'assenza del gioiello Dominik Szoboszlai, i padroni di casa allenati dal ct italiano Marco Rossi hanno vinto 2-0 grazie ai gol di Siger e Varga nella ripresa. Centrando un altro obiettivo dopo la qualificazione alla fase finale dell'Europeo ai danni dell'Islanda, sconfitta nello spareggio grazie a una rete del centrocampista classe 2000 in forza al Salisburgo. Infatti l'Ungheria ha chiuso al primo posto in classifica il proprio girone, ottenendo la promozione in Lega A. 

Invece la Turchia è arrivata ultima e retrocede così in Lega C. Ieri sera hanno giocato tutta la partita Hakan Calhanoglu e Ozan Kabak. Il primo è in scadenza di contratto a giugno col Milan, che continua a monitorare con attenzione il classe 2000 dello Schalke. Schierato al centro della difesa in coppia con lo juventino Demiral, seguito in passato dai rossoneri. 
A caccia di un rinforzo sul prossimo mercato di gennaio per il reparto arretrato da affiancare agli attuali titolari Romagnoli e Kjaer. In Bosnia il capitano è rimasto in panchina, dove ha anche rimediato un cartellino giallo per proteste. Il danese (in coppia con Andreas Christensen del Chelsea, altro giocatore accostato in passato al Milan) non ha potuto nulla contro la potenza dell'interista Lukaku, autore di una doppietta nel successo per 4-2 del Belgio. L'argentino Musacchio (in scadenza di contratto a fine stagione) e il brasiliano Duarte non rientrano nei piani per il futuro. 

Tornando a Kabak, è sotto contratto fino a giugno 2024 con lo Schalke. Rispetto alla scorsa estate, il club tedesco ha abbassato le proprie pretese economiche da 35 a 25 milioni di euro. Una cifra considerata ancora un po' troppo alta dal Milan, al lavoro per ottenere un ulteriore sconto facendo leva sulla volontà del calciatore, pronto al salto in uno storico club europeo. Non a caso sulle sue tracce c'è anche il Liverpool di Klopp, in piena emergenza numerica per via dei numerosi infortuni in difesa.