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Milan-Juve continua a far polemica. Troppi gli episodi incriminati in una partita che può valere lo scudetto. Normale allora che dichiarazioni e comportamenti vengano ingigantiti come fossero sotto la lente di ingrandimento. L'impressione è però che le due società non ne escano benissimo, soprattutto per quanto riguarda le questioni di stile. Ma mentre la Juventus, più debole sulla carta, ha una certa convenienza a fare caciara per riequilibrare il discorso tecnico, non si capisce perché i rossoneri si facciano trascinare nel tunnel delle polemiche.

 
Il Milan avrà anche ragione a lamentarsi per un torto arbitrale grande come una casa e che probabilmente avrebbe indirizzato la partita a proprio favore, ma la reazione di Adriano Galliani a fine primo tempo è a dir poco spropositata. In 25 anni di dirigenza, l'a.d. rossonero non aveva mai perso così le staffe. E farlo a sfida ancora in corso è stato un vero e proprio autogol. Di errori arbitrali, anche macroscopici, ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno sempre. E il Milan, essendo una grande società, non è nella posizione per recitare la parte della vittima. Esattamente come non lo era la Juventus di Conte dopo Parma.
 
L'ambiente rossonero avrebbe dovuto pacatamente far notare che la gara è stata fortemente condizionata dall'episodio del gol-non gol di Muntari e voltare pagina. Un comportamento non solo di classe, ma positivo per il futuro. Perché, ricordiamocelo, il Milan è superiore alla Juventus e non avrebbe interesse a creare un clima particolare da qui alla fine del campionato.
 
Se la reazione di Galliani è stata a dir poco fuoriluogo, ma comunque a caldo e dunque umanamente comprensibile, meno lo sono i comunicati apparsi tra ieri e oggi sul sito ufficiale del club. Quelli sulle presunte gomitate di Pirlo o l'eco della stampa su quello che viene definito "l'episodio del giorno" (due giorni dopo!) e cioé il gol fantasma di Muntari. Perché trascinare avanti la polemica? Con che vantaggi? Finché siano giornalisti-tifosi (che brutta razza!) a perdere la trebisonda e fare dietrologie, nulla di nuovo. Ma che prenda posizioni ufficiali in tal senso il Milan stesso è inconcepibile. Perché la storia dei rossoneri, come quella di quasi tutte le squadre del mondo, è piena di torti e favori clamorosi. Chi non ricorda il gol-non gol di Marronaro in Bologna-Milan? Capitò in un momento delicatissimo della volata scudetto con il Napoli (1989-90) e il Milan ne trasse beneficio. Eppure Galliani non si scandalizzò allora. Così come lo stesso a.d. ingoiò con classe i rospi delle ingiustizie in Europa (ricordate Brema o Belgrado?), sempre volendo rimanere in tema di gol fantasma. Che è successo dunque alla dirigenza rossonera?
 
Non si sa. Forse si è meno consapevoli della propria forza rispetto al passato. Forse l'exploit della Juve operaia di Conte comincia a dare fastidio e fare un po' di paura. Ma se Galliani e soci ragionassero a mente fredda, capirebbero che il Milan, per calendario e forza della rosa, è in posizione di netto vantaggio rispetto alla Juve. E soprattutto ha una tradizione secolare da rispettare e far rispettare. Anche ai propri dirigenti, tifosi e giornalisti-amici.