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Quello tra il Milan e Florentino, centrocampista portoghese classe '99, è un amore di vecchia data. Storia di un interesse reciproco e di una trattativa che il club rossonero ha condotto nei mesi scorsi, senza però raggiungere un accordo sulla valutazione complessiva, tra prestito oneroso e diritto di riscatto. "Colpa" anche della clausola di 120 milioni di euro che il Benfica ha inserito nel suo contratto con scadenza giugno 2024.

OCCASIONE MILAN - In vista della prossima stagione, i due club potrebbero però tornare a parlarsi, perché sia dal ragazzo che dal suo entourage sono arrivati segnali di forte gradimento per il Milan, squadra di prestigio e che è intenzionata ad offrire la prospettiva di crescere e consacrarsi attraverso un minutaggio maggiore rispetto a quello che il giocatore di origini angolane ha avuto sinora con le Aquile. 29 presenze complessive, di cui 7 in campionato e 2 in Champions League nel corso di questa stagione. Florentino è un centrocampista centrale utilizzato prevalentemente davanti alla difesa, una posizione attualmente occupata da Bennacer, pronto anche tornare al suo ruolo di mezz'ala in caso di investimento pesante nella sua "zolla".
LA POVERTA' - Tecnico e forte fisicamente calciatore, quanto umile e di buon cuore come persona. Anche quest'ultimo è un aspetto che qualsiasi società terrebbe in considerazione nella valutazione complessiva di un giocatore. E' emblematica la storia raccontata nei giorni scorsi dal quotidiano portoghese Record, che come protagonista proprio Florentino. Trasferitosi, all'età di un anno, dall'Angola al Portogallo con la sua famiglia, ha dovuto sopportare per diverso tempo i patemi della povertà. Nella cittadina di Bacarena, dove il ragazzo è cresciuto calcisticamente, il padre si rivolse al Centro Sociale Parrocchiale - un'istituzione che da oltre 50 anni aiuta i più bisognosi - per ricevere assistenza. Come lui, ne hanno beneficiato la signora Albertina, nonna di Florentino (ospitata nel centro per anziani), e il fratello minore del giocatore, Bruno, che ha trovato rifugio lì in età prescolare. Florentino non si è dimenticato di tutto questo e, coronato il sogno di diventare un giocatore professionista, ha atteso il momento giusto per ritornare tutta questa generosità.

CUORE D'ORO - Come? Donando, in piena emergenza coronavirus, al Centro Sociale Parrocchiale di Bacarena denaro, cibo e prodotti sanitari e contribuendo alla stessa maniera anche nei confronti del Grupo Recreativo de Tercena, la squadra che gli ha permesso di iniziare a giocare a calcio, prima che gli osservatori del Benfica lo notassero quando aveva 10 anni. Una grande persona, cresciuta con principi sani, dietro a quello che spera di diventare un calciatore di livello. Nel suo Benfica o al Milan, che non lo perde di vista ed è pronto a tornare alla carica.