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Più di uno aveva creduto, dopo il clamoroso 2-0 della gara d'andata, di poter fare l'impresa e ribaltare i pronostici che vedevano il Barcellona proiettato verso l'accesso ai quarti di finale di Champions League. La realtà ha detto che questo Milan, una squadra che, è bene ricordarlo, ha abbassato notevolmente la sua età media rispetto al passato e che ha in rosa tanti giocatori che questa competizione non l'avevano mai giocata (o comunque non da protagonisti), non è ancora pronto per confrontarsi con le grandi d'Europa.

Un indicazione da tenere presente soprattutto in vista di una ricostruzione che è già cominciata in casa rossonera e che si sta arricchendo di ulteriori tasselli nel mercato estivo. Kucka dal Genoa e Saponara dall'Empoli sono i primi due rinforzi, ma evidentemente non possono bastare per colmare un gap apparso evidente come non mai nella notte del Camp Nou. Arriveranno certamente un nuovo portiere, ulteriori rinforzi a centrocampo (per il promettente Jorginho del Verona il Milan è in vantaggio) e in difesa, i reparti che hanno palesato le maggiori difficoltà contro Messi e compagni. La necessità di immettere nel gruppo di Allegri giocatori tecnicamente e mentalmente già pronti si scontra con la difficoltà economica di ambire a campioni già affermati.

Angelo Ogbonna è il primo nome per dare solidità a un reparto che non può fare affidamento su Mexes e Zapata (che sarà riscattato dal Villarreal) ed è chiamato con Salamon a ricostruire dalle fondamenta un Milan oggi troppo ballerino nelle retrovie. In mediana, oltre a Jorginho e altri prospetti seguiti tra Serie B e in giro per l'Europa, il sogno proibito rimane quel Marco Verratti oggi punto fermo del Paris Saint Germain ma che per 25 milioni di euro può tornare in Italia. La concorrenza della Juventus è davvero forte, ma il giovane pescarese sembra oggi l'unico regista moderno in grado di innalzare il tasso tecnico di un centrocampo, come quello rossonero, che ne ha maledettamente bisogno.