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"Tutti abbiamo un tempo: è il rischio del nostro lavoro ed è giusto che sia così", parole e musica di Massimiliano Mirabelli, ds del Milan, dopo la sconfitta contro l'Inter, l'ennesimo ma non l'ultimo passo falso di una stagione che per i rossoneri rischia seriamente di trasformarsi in un incubo, ancora prima di Halloween: l'Inter rivale naviga a vele spiegate al primo posto, proprio la squadra accusata a inizio stagione di non avere un progetto e di avere effettuato un mercato scadente. Di contraltare, il Diavolo, che "doveva spaccare il culo ai passeri", sta arrancando pesantemente, tra campo e società: l'identità di gioco latita, i risultati mancano e la rosa si svaluta. Un disastro in fieri che può essere ancora salvato, ma il tempo stringe.

DOV'E' IL KALINIC DI FIRENZE? - Un proverbio afferma che "il pesce puzza dalla testa": il vertice offensivo del Milan, l'alfiere che doveva segnare le reti mancate nella scorsa stagione da Carlos Bacca e Gianluca Lapadula, l'attaccante che doveva non fare rimpiangere i vari Aubameyang e Belotti, per ora è un grosso buco nell'acqua. Nikola Kalinic da Salona non ha ancora mostrato a Milano il potenziale che lo ha fatto esplodere a Firenze, rendendolo una delle punte più ambite del nostro campionato: per il lavoro di squadra, la facilitazione degli inserimenti dei compagni e parecchie reti decisive, tra Serie A ed Europa League. Una propensione, la sua, che ha spinto Mirabelli e Montella a preferirlo ad altri nomi altisonanti.

NON SI PUO' PIU' SBAGLIARE,  A PARTIRE DAL CHIEVO - Il Kalinic visto finora in rossonero è lontano parente di quello viola: abulico, stanco, debole, fuori dal gioco, spesso infortunato, mai decisivo sotto rete. Urge un'inversione di tendenza, a partire dal match di questa sera, a Verona contro il Chievo, quando ancora una volta verrà preferito agli omologhi Andrè Silva e Patrick Cutrone, che al momento hanno sicuramente soddisfatto più di lui. Per il croato al momento i numeri sono impietosi: nove presenze tra campionato ed Europa League, due reti (entrambe all'Udinese in Serie A) e due assist: per tutto il tempo la sensazione di essere un alieno capitato sul pianeta rossonero per caso. Il Milan ha bisogno dei suoi gol, il tempo stringe e nella vita i treni importanti non passano più volte, soprattutto a 30 anni. Kalinic, è ora di svegliarsi!


@AleDigio89