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Una sconfitta netta da qualsiasi punto di vista, nel gioco in primis, ma anche sotto il profilo atletico e della cattiveria. Il Milan di Mihajlovic ha già toccato il punto più basso di un percorso che è solo agli inizi ma che dopo stasera rischia già di non avere un grande futuro davanti. 0-4 al cospetto del Napoli, al termine di un'autentica lezione di calcio impartita dal professor Sarri, quello che a San Siro avrebbe sfigurato con la sua tuta da allenatore di provincia e che invece ha mandato a scuola un tecnico che corre il pericolo di essere ricordato da queste parti per il suo profilo da sergente di ferro ma pessimo insegnante di gioco. 

SQUADRA ALLO SBANDO - Sotto di due reti dopo aver messo in mostra tutto il peggio del repertorio difensivo e l'incapacità per oltre un'ora di produrre lo straccio di un'occasione da rete, Mihajlovic ha pensato bene di prestare il fianco alle devastanti ripartenze di Insigne e soci con uno scriteriato 4-2-4 frutto più dell'improvvisazione e della necessità di dare una scossa psicologica piuttosto che di un preciso piano tattico. Un piano tattico che il Milan non ha mai dimostrato di avere ad inizio stagione, mostrando invece i soliti errori e difetti delle passate stagioni. 13 reti al passivo in appena 7 partite, solo il neopromosso Carpi ha fatto peggio e i punti in classifica (9) sono meno di quelli collezionati dal predecessore Inzaghi solo un anno fa.
TEMPO GIA' SCADUTO - Sarebbe sbagliato però dopo una prova così imbarazzante cimentarsi nell'esercizio dello scarico totale delle responsabilità sulle spalle dell'allenatore, una pratica molto diffusa ultimamente a Milanello e dintorni. La mazzata al cospetto della banda Sarri ha mostrato una di volta di più le falle congenite di una rosa che in estate non è stata assolutamente rinforzata a dovere. 90 milioni di euro investiti per due nuovi attaccanti che non hanno mai messo in difficoltà Reina e gli altri due investimenti più onerosi della campagna acquisti, Romagnoli e Bertolacci, sono oggi oggetti misteriosi. Il primo, squalificato, ha assistito alla gara dalla tribuna, il secondo ha finito ben presto per essere inghiottito dalla mediocrità generale. La stagione è appena partita, ma al Milan sembra di rivivere il solito deja vu e anche per Mihajlovic i tempi iniziano a farsi drammaticamente duri. La pazienza e dei tifosi e dell'ambiente è già agli sgoccioli.