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Mario Pasalic come Andriy Shevchenko: detta così, può essere presa come un'eresia. Ma il croato, tredici anni dopo, si è trovato nella stessa situazione dell'ucraino, pronto a calciare un rigore decisivo contro la Juventus, a Gianluigi Buffon, seppur per la conquista di un trofeo inferiore (Supercoppa italiana contro Champions League). E come Sheva, Pasalic non ha sbagliato: sua la firma sulla conquista della Supecoppa che interrompe il digiuno del Milan, e non può essere un caso. I giovani sono centrali nel progetto del nuovo Milan, l'ultimo dell'era Berlusconi: belle le parole di Galliani a fine gara, che ha spiegato di come fosse contento per il croato, etichettato a lungo come un oggetto misterioso visto che fino a fine ottobre non aveva mai messo piede in campo. 

DA VAN GINKEL A DOHA - Arrivato dal Chelsea in prestito secco, alla fine della sessione estiva del mercato, sembrava dovesse fare la fine di van Ginkel, sicuramente non fortunato nella sua parentesi meneghina: problemi di ambientamento per il classe '95, dicevano, tanto che si era addirittura cominciato a parlare di un possibile ritorno alla base già a gennaio. Poi, dal match di San Siro col Pescara, la svolta: un'ascesa importante, che lo ha portato piano piano a conquistarsi un posto da titolare nello scacchiere di Montella, tanto da disputare sei presenze e una rete decisiva al Crotone, prima della gioia di Doha.
QUANTO SERVE PER STRAPPARLO AL CHELSEA - Ora Pasalic (foto acmilan.com) sta molto bene a Milano, come confermato anche dal suo agente, Marco Naletilic: il prestito secco pattuito in estate lasciava presagire un addio senza troppi rimorsi a fine stagione, ma le buone prestazioni messe in campo dal croato stanno facendo effettuare alcune valutazioni ai dirigenti del Milan. Due le possibilità: il rinnovo del prestito dal Chelsea o l'acquisto del cartellino, che però non sarà semplice, visto che lo scorso gennaio i Blues rifiutarono un'offerta da 15 milioni da parte del Monaco. Probabile dunque che ne servano almeno 20, per portare Pasalic al Milan in modo definitivo, visto che a Londra lo apprezzano moltissimo, come testimonia la presenza del ds del Chelsea a Milano per visionarlo. Il suo contratto scade nel 2018 e dovrà discutere di quello nuovo con il Chelsea: Conte non lo vuole mollare, ma con un'offerta importante da parte di rossoneri la situazione cambierebbe. Altro che nuovo van Ginkel.

@AleDigio89