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E' finita un'era, ne inzia una nuova. Non solo per il Milan. L'estate 2014 verrà ricordata non solo per l'esonero di Clarence Seedorf e l'arrivo di Filippo Inzaghi ma anche per il cambio di rotta sul mercato, che ha spinto lontano da Milanello quasi tutte le teste calde. Berlusconi è stato chiaro con Galliani, nel Milan del presente non c'è  più spazio per "i bad boy", tutti quei giocatori che negli ultimi anni hanno messo l'"io" davanti al "noi", creando più di un problema a società e compagni. Il numero uno rossonero ha avuto le giuste garanzie su Menez (in passato protagonista di qualche atteggiamento poco professionale) e prima di autorizzare l'arrivo di Bonaventura ha parlato direttamente con il giocatore, al quale ha rivolto più di una domanda.

NIANG - Uomini prima che campioni, un ritorno al passato per il Milan dopo troppi anni burrascosi. Chi non è partito ha deciso di cambiare come M'Baye Niang, diventato un angioletto in una sola estate. All’origine della trasformazione c’è un patto con Adriano Galliani: in presenza della madre, infatti, il francese ha promesso di avere un atteggiamento professionale e di concentrarsi solo sul campo, per questo motivo è stato tolto dal mercato. Tra i punti da rispettare, scrive La Gazzetta dello Sport, ce n’è uno che riguarda Philippe Mexes: il giovane attaccante non considererà più il connazionale l’unico esempio da seguire.