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Il Milan è pronto a tornare in campo: lo farà venerdì prossimo allo Stadium, 96 giorni dopo l'ultima volta. Era l'8 marzo e il Genoa uscì da San Siro con tre punti meritati: i rossoneri, in quell'occasione, sembrarono assenti, distratti da un momento societario decisamente burrascoso. Erano i giorni delle schermaglie Gazidis-Boban, culminate con l'esonero del croato. Tre mesi dopo, l'amministratore delegato è sempre più guida e faro del club, del quale detiene pieni poteri.

MERCATO - Ora, però, è il momento delle scelte. Scelte delicate, scelte importanti. Eh sì, perché per le prossime settimane Gazidis ha in programma incontri pesanti. Uno sarà con Mino Raiola: in ballo c'è il futuro di parecchi big. Da Romagnoli, per il quale il rinnovo è dietro l'angolo, ai rebus Donnarumma e Ibrahimovic. Gigio è legato al club, ma il contratto in scadenza nel 2021 è uno spauracchio: Raiola non vuole fare torti al Milan e portare via il portiere a parametro zero. Probabile, quindi, un rinnovo a cifre simili a quelle attuali, con l'inserimento di una clausola. Lo svedese, invece, ha ancora intenzione di giocare, ma non vuole essere un peso: aspetta una chiamata dal Milan, pur sapendo che per Ralf Rangnick non sia una priorità. 
UOMINI - Ralf Rangnick, appunto. Eccolo il secondo incontro che attende Ivan Gazidis: l'accordo c'è ed è stato trovato da tempo. Occorre però un faccia a faccia per iniziare a tracciare il percorso futuro, a partire dagli acquisti. Il prossimo tecnico non si è mai nascosto: vuole avere la gestione dell'intera area sportiva, mettendo l'ultima parola anche in sede di calciomercato. Idee e ruoli che non collimano con il pensiero di Paolo Maldini. Quando il manager tedesco si era esposto sull'interessamento rossonero, l'attuale direttore tecnico aveva risposto per le rime: "Ha invaso zone nelle quali lavorano dei professionisti con contratto. Porti rispetto". Gazidis, in questo caso, ha in mano una patata bollente con la quale potrebbe essere facile scottarsi

NODO DELICATO - È chiaro a tutti, infatti, che Rangnick e Maldini non potrebbero convivere. L'ex capitano non ha alcuna intenzione di dimettersi, ma allo stesso tempo Elliott non vuole cacciare e licenziare una bandiera del peso di Maldini. Sarà questa la missione principale di Gazidis: smarcarsi da un intrigo complicato salutando nel migliore dei modi un personaggio storico la cui avventura è, tuttavia, arrivata alla fine. Il nuovo Milan parlerà tedesco: per scoprire il resto dei protagonisti, si attende l'esito dei tre incontri clou di Ivan Gazidis.