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Sprofondo rossonero. Un'umiliazione storica quella subita a Bergamo contro l'Atalanta che non fa onore al blasone di uno dei club più vincenti al mondo. Il 5-0 finale sta anche anche un po' stretto ai ragazzi di Gasperini e questo rende l'idea della prova imbarazzante 'offerta' dal  Milan. E pone, forse, la parola fine alla rincorsa europea del Diavolo: sono 10 i punti di distanza dall'Atalanta quinta, 8 del Cagliari sesto.

PERSA LA DIGINITA' - Perdere contro l'Atalanta allo Gewiss Stadium non è di certo un fattore clamoroso, sono cadute tante squadre importanti nella tana dei nerazzurri. Ma ci sono sconfitte e sconfitte. Il Milan oggi ha perso la dignità come squadra, come gruppo. Non ha mai provato una reazione, si è fatto tramortire sul piano del gioco e dell'intensità. In 90 minuti di gara non è riuscito a organizzare un'azione degna di nota, non ha mai tirato in porta. Era una partita troppo importante ed è stata fallita malamente sotto tutti i punti di vista. Pioli e i suoi ragazzi hanno scritto una delle pagine più brutte della storia del Milan. 

IBRAHIMOVIC NON SERVE - Zlatan Ibrahimovic non ha ancora sciolto le riserve, ma adesso la prospettiva cambia. Il campione svedese, a 38 anni, non può fare miracoli con una classifica e una stagione ormai compromessa. Il rischio è quello di rimandare il problema attaccante a giugno, perchè il Diavolo segna poco per puntare in alto. Sarebbe più auspicabile provare una nuova rifondazione già a gennaio, l'ennesima di questi ultimi anni.