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Un altro, ennesimo, esame di maturità. Il Milan ci ha ormai fatto l'abitudine, prendendoci quasi gusto. Dopo l'exploit nell'inusuale campionato estivo, i rossoneri viaggiano spediti a ritmi che, dalle parti di Milanello, non si vedevano da anni. L'ultimo banco di prova del girone d'andata è il delicato incrocio contro l'Atalanta. La stessa che, poco più di un anno fa, inflisse quel sonoro 5-0 di Bergamo dal quale, probabilmente, è nato il nuovo progetto rossonero.

I RIENTRI - A Pioli basta un punto per laurearsi campione d'inverno. Per riuscirci proverà a recuperare quanti più elementi possibili: il tecnico fa la conta tra infortuni, positività al Covid e squalifiche, ma può sorridere per qualche recupero e un paio di volti nuovi. Partiamo dalle belle notizie, perché dopo il turno di stop scontato contro il Cagliari si rivedrà Rafael Leao, in rampa di lancio prima del pesante giallo rimediato contro il Torino. Ok anche Simon Kjaer, da tempo alle prese con una lombosciatalgia che ha costretto Pioli a preservarlo nel secondo tempo della trasferta a Cagliari. Ci sarà, inoltre, Mario Mandzukic: il croato è apparso subito in forma e verrà quantomeno convocato, in attesa di capire se potrà essere gettato subito nella mischia. La speranza, infine, è di poter avere anche Fikayo Tomori, atteso a ore in Italia
LE ASSENZE - A ciò si aggiungono, però, le brutte notizie. Partendo dalle assenze certe, dettate dalle decisioni del giudice sportivo: sarà tribuna per capitan Romagnoli - ammonito a Cagliari, era diffidato - e per Alexis Saelemaekers, che in Sardegna ha rimediato due ingenui cartellini gialli in otto minuti. Out anche Ismael Bennacer, assente dallo scorso 13 dicembre per un problema al bicipite femorale. Da valutare, infine, le situazioni dei quattro giocatori positivi al Covid: assai difficile il recupero di Theo Hernandez e Hakan Calhanoglu, Pioli spera di poter riavere in gruppo Rade Krunic e Ante Rebic, ai box dal 6 gennaio. Questo Milan, tuttavia, ha già dimostrato sul campo quanto valga la proprietà commutativa: cambiando l'ordine dei fattori, il risultato non cambia...