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Dopo le parole dell'agente di Lucas Biglia a calciomercato.com, arrivano anche quelle di Stefano Pioli a smorzare le critiche rivolte all'argentino e a Rebic, colpevoli di aver guardato il cellulare negli spogliatoi pochi istanti prima di sfidare il Napoli. Ecco le parole dell'allenatore del Milan al Corriere della Sera: "Vorrei chiarire che a proposito dell'uso dei telefoni ho introdotto un regolamento severo che prevede che i giocatori non lo possano usare a pranzo e a cena, così per dire". 

SU REBIC E BIGLIA - "Io accetto senza repliche le critiche per i risultati che non per primi vorremmo fossero diversi. Ma vorrei chiarire che nel prepartita l'uso dei telefoni è consentito ai giocatori per due motivi. Da un lato ciascuno di loro si rilassa ascoltando la propria playlist, fatto che peraltro accade in tutte le squadre d'Italia da quando esistono gli smartphone, dall'altro soprattutto ogni giocatore è tenuto a consultare l'app che lo staff tecnico ha consegnato. Ogni calciatore ha dei video da memorizzare per studiare le caratteristiche degli avversari che gravitano nelle loro aree di competenza. In pratica stavano svolgendo una sorta di compiti a casa". 

SU BIGLIA - "Stavano compiendo il loro dovere. Biglia stava proprio guardando i video dell'app relaitivi a giocatori del Napoli". 

SULLE CRITICHE - "Incassiamo le censure per i risultati che mi auguro presto arrivino. E capisco che a prima vista certe immagini possano suscitare le reazioni delle ultime ore. Ma se fossi stato certo che i giocatori erano intenti a chiamare o a mandare messaggi prima di una sfida importante io per primo mi sarei arrabbiato. Ora non vorrei che il caso diventi più grande di quello che è. Peraltro quando è successo non ero presente: quando entra la tv nello spogliatoio preferisco uscire". 

SU PIATEK - "Non ho messo in discussione Piatek. Dopo una partita effettuo valutazioni su tutti".