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Notte di esperimenti in Macedonia per il Milan versione europea, con la pratica Shkendija da ultimare dopo il 6-0 dell'andata. Molti titolari preservati in vista del prossimo turno di campionato e l'occasione di testare per la prima volta in gare ufficiali il 3-5-2, il modulo che sarà alternativa al 4-3-3 di partenza e che Montella potrebbe decidere di utilizzare a stagione in corso soprattutto per valorizzare le doti di impostazioni di Bonucci, senza perdere in termini di equilibrio. Un sistema di gioco che il nuovo capitano rossonero conosce a memoria avendolo utilizzato negli anni d'oro della Juventus, ma che, di contro, creerà problemi di abbondanza in altre zone del campo.

I NODI DEL 3-5-2 - L'operazione qualità varata da Fassone e Mirabelli ha portato soprattutto a centrocampo una ventata di freschezza, con giocatori come Biglia, Kessie e Calhanoglu che alzano indiscutibilmente il tasso tecnico della squadra, che vanno ad aggiungersi ai vari Bonaventura, Locatelli, Montolivo e presumibilmente alla mezzala che potrebbe arrivare negli ultimi giorni di mercato. Considerando, ad oggi, l'imprenscindibilità di Suso nel reparto offensiva, come esterno o seconda punta, Montella dovrà valutare di volta in volta esclusioni eccellenti. In un 3-5-2 classico, si proporrebbe il classico dualismo tra Calhanoglu e Bonaventura come mezzala sinistra, mentre al fianco di uno tra Kalinic e André Silva si profilerebbe un inevitabile ballottaggio tra Suso e almeno uno tra il croato, il portoghese e il giovane Cutrone.
LE VARIANTI - Le opzioni alternative per cercare di accontentare il maggior numero di giocatori di qualità sarebbe l'utilizzo di un 3-4-1-2 con l'utilizzo di un trequartista puro (Calhanoglu e Suso i candidati più autorevoli, a rimetterci sarebbe Bonaventura) o addirittura di un 3-4-2-1 con due tra l'ex talento del Bayer Leverkusen, Bonaventura e Suso alle spalle dell'unico centravanti. Tante idee sul tavolo, o meglio sulla carta, visto che per il momento Montella non appare intenzionato a varare un drastico cambio di rotta che sarà proponibile soltanto col totale recupero di Romagnoli. Per ora, il modulo di base resta il 4-3-3 ma, come abbiamo già avuto modo di scrivere su queste pagine, il camaleontismo sarà una prerogativa del nuovo Milan.