Troppi dubbi sulla consistenza patrimoniale e la solidità finanziaria di Yonghong Li, un rifinanziamento del debito con Elliott sempre più in alto mare. La partita con l'Uefa sembra essere sempre più compromessa per il Milan, dal club filtra pessimismo con i legali al lavoro per scongiurare la sanzione più pesante, ovvero l'esclusione dalla Europa League. L'Uefa vede la società e Yonghong Li (era successo lo stesso con l'Inter e Thohir, la Roma e Pallotta, ecc.) come entità non separabili in vista della decisione finale: i rossoneri rischiano dunque seriamente di non partecipare alle coppe europee nel 2018/19 e le dichiarazioni di Fassone arrivate nella giornata di ieri (''anche senza Europa, faremo 4 acquisti di spessore'') sicuramente non sono il miglior viatico per il Diavolo a farsi benvolere dall'Uefa. 

COME CAMBIA IL MERCATO - "Ho cercato di essere trasparente e chiaro con i tifosi - così ha detto Fassone alla fine del cda sull'argomento più caro ai tifosi, quello del mercato -. Al di là della partecipazione all’Europa League arriveranno i nuovi acquisti. L'Uefa ha preferito non concederci il settlement agreement e rimandare le decisioni. Prendendo lo scenario peggiore, ovvero quello in cui il Milan sia escluso dalle coppe, ci sarà un decremento del fatturato di cui dovrei tener conto sulle spese". Il club rossonero vuole perseguire quella linea che si era dato alla fine del campionato, ovvero quattro acquisti che possano porre rimedio alle criticità della rosa: una mezzala, un esterno offensivo, un attaccante centrale e anche un altro centrocampista che possa aumentare il livello delle cosiddette riserve. Ci sono però dei fattori che potrebbero emergere e influenzerebbero la strategia operativa: in primis un Milan fuori dalle coppe avrebbe un appeal ridotto al  lumicino, di sicuro scarso in relazione a giocatori del calibro di Morata, per esempio. Il fiato sul collo dell'Uefa e i mancati introiti relativi alla partecipazione all'Europa League non permetteranno esborsi importanti, il budget subirà una drastica riduzione. 
POSSIBILE DIASPORA? - Chiaramente la sempre più probabile esclusione dalle coppe verrebbe accolta con grande delusione anche dai giocatori, protagonisti non con poche fatiche di una qualificazione ottenuta sul campo. Il primo indiziato a fare le valigie è lo spagnolo Suso, tentato dal Napoli di Carlo Ancelotti. Fassone ha ribadito ieri di voler dare delle rassicurazioni in tal senso ai giocatori sulla continuità del progetto ma questa intenzione potrebbe non bastare. L'idea del club sarebbe quella di cercare di blindare gli insostituibili di Gattuso come Bonaventura e Romagnoli che, però, hanno diverse società che hanno manifestato un certo tipo di interesse. Di Donnarumma si è già detto quasi tutto, con la difficoltà di reperire un acquirente pronto ad accontentare la richiesta da 60 milioni di euro del club di via Aldo Rossi. Restano da valutare anche le intenzioni di capitan Bonucci che piace, e non poco, in Inghilterra ma che il Milan vorrebbe tenere in rosa come simbolo del nuovo corso, al quale questa diatriba con la Uefa ha di certo prodotto un grande danno d'immagine e di credibilità. In entrata restano da tenere in considerazione le candidature di Politano, Badelj e Veretout mentre il discorso relativo al grande attaccante sarà da rivedere in base al giudizio che arriverà nella seconda settimana di giugno. In chiusura il capitolo Fellaini, identificato come il rinforzo perfetto in grado di dare esperienza, gol e fisicità alla mediana rossonera: il giocatore chiede un ingaggio vicino ai 6 milioni a stagione, il Milan non si spinge oltre i 4.