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Alessio Romagnoli è al Milan dall’11 agosto del 2015. In questi anni in rossonero ha assistito a ben tre cambi di società, sei allenatori diversi e tante delusioni. Una serata da protagonista assoluto come quella vissuta ieri sera al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid se la meritava eccome. Una prestazione da autentico capitano nella notte più misteriosa. Perché non è una roba da tutti i giorni riuscire ad annullare la forza d’urto di un campione straordinario come Luis Suarez. 

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TRATTATIVA PER IL RINNOVO- Alessio ha dimostrato con i fatti di essere profondamente legato al Milan. Guida silenziosa ma importante nello spogliatoio, esempio per i più giovani negli allenamenti in quel di Milanello. Mai una parola fuori posto nonostante abbia perso la titolarità indiscussa nel ruolo a vantaggio di Fikayo Tomori. Romagnoli compirà 27 anni a gennaio, probabilmente ha raggiunto una maturità tale che gli permette di  valutare i momenti professionali senza la frenesia di voler tutto e subito. Sa che al Milan è un giocatore importante e nel Milan vuole rimanere. Una priorità assoluta ribadita sia al club che a Mino Raiola. Giovedì scorso è andato in scena un primo incontro tra il suo agente e la dirigenza del club rossonero: la richiesta di Romagnoli è di un contratto pluriennale da 3,5 milioni di euro più 1 di bonus a stagione rispetto ai 5 netti più bonus attuali. Maldini e Massara non sono intenzionati ad arrivare a queste cifre ma hanno offerto una base da circa 3 milioni di euro più 500 mila di bonus legati alla qualificazione in Champions League. Le parti si sono promesse di rivedersi prima di Natale per provare a trovare un accordo che, ad oggi, sembra la soluzione più accreditata per il centrale di Anzio.

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