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Troppo determinato, troppo convinto e troppo aggressivo il Milan per consentire alla Sampdoria anche solo di sperare in un buon risultato. Ma soprattutto troppo forte Ibrahimovic perché la fragile difesa doriana riuscisse a fermarlo. Doppietta e assist per lo svedese dentro una partita dominata in lungo e in largo dai rossoneri. Farsi scappare questo fenomeno sarebbe un errore imperdonabile e dopo aver evitato un altro errore (l'addio di Pioli) c'è da scommettere che il se lo terrà stretto. Intanto col 4-1 sulla Samp, per il quinto posto c’è ancora una speranza. Nel deserto di Marassi non c’è stata partita. A Ranieri mancava quasi mezza squadra (Chabot, Ekdal, Bonazzoli e Thorsby) e alla sua squadra mancavano le motivazioni che invece suggerivano al Milan di provarci ancora per evitare il fastidio dei preliminari di Europa League. E forse è stata proprio la differenza di motivazioni a spingere i rossoneri in un folgorante inizio di partita che invece ha escluso la Samp. 

REBIC IMPRENDIBILE - La squadra di Pioli ha letteralmente squartato il fianco destro della Samp con gli attacchi di Rebic e le sbandate del suo diretto marcatore Bereszynski. Il Milan ha cominciato a segnare dopo solo 4 minuti: spunto di Rebic, scivolone di Bereszynski, cross, Colley si è staccato chissà perché da Ibrahimovic che ha colpito di testa e portato in vantaggio il Milan. In porta della Samp debuttava in A Vladimiro Falcone, di proprietà doriana ed ex Lucchese, e il Milan lo ha messo subito alla prova. Superata, si può dire, nonostante i 4 gol sulla schiena. Superata soprattutto dopo le occasioni di Hernandez e dello stesso Rebic: non è arrivato il raddoppio proprio per due parate decisive di Falcone. 

IN ALLEGRIA - Il Milan giocava come al solito, divertendosi, col sorriso sulle labbra. Sul versante d'attacco di sinistra imperversava con le accelerazioni di Hernandez che, appoggiandosi a Rebic e dialogando spesso anche con Calhanoglu, apriva una strada dietro l'altra. La Samp frastornata è entrata in campo dopo un quarto d'ora. Vieira è diventato più aggressivo, Ramirez ci ha messo un pizzico di qualità, ma il Milan non ha mai tremato e dopo mezz'ora ha avuto la terza possibilità per raddoppiare ancora con una volata pazzesca di Hernandez e una girata sbagliata di Saelemaekers. L'unico doriano che si sentiva davvero era Claudio Ranieri che si sgolava: "Sali, sali!". Troppo timidi i suoi. Bereszynski e Rebic hanno chiuso il primo tempo con un giallo a testa (è andata bene al croato che, a palla lontana, ha avuto un incontro ravvicinato e prolungato con Ramirez finito a terra), essendo tutt'e due diffidati salteranno la trasferta di Brescia (il doriano) e la gara col Cagliari (il milanista). 

FUORI REBIC E RAMIREZ - La discussione, con toni pesanti e minacce varie, fra Rebic e Ramirez è proseguita mentre le due squadre si incamminavano negli spogliatoi per l'intervallo. Come diretta conseguenza, Ranieri e Pioli, dotati di un buonsenso pari solo alla loro bravura, li hanno sostituiti subito con Leao (nel Milan) e con Maroni (nella Samp). A inizio ripresa è entrato anche Leris al posto di Depaoli. 

CALHA-IBRA, PARTITA CHIUSA - Come aveva iniziato il primo tempo, così il Milan ha attaccato il secondo chiudendo in fretta la partita. La Samp ha fatto un tentativo con Quagliarella su punizione (risposta perfetta di Donnarumma) dopo 6', ma pochi secondi dopo il Milan ha segnato con Calhanoglu sfruttando ancora la dormiente difesa doriana. Il colpo di testa di Ibrahimovic (male Yoshida) è diventato l'assist perfetto per Calhanoglu che è sfilato alle spalle di Colley (malissimo) e ha segnato. Per Pasqua il gol era da annullare per una spinta inesistente del turco al doriano, Massa al Var ha rimesso le cose a posto. Due a zero. Altri 5' e buonanotte Samp. Gabbia ha anticipato Quagliarella a metà campo, è partito in contropiede Calhanoglu che ha alzato la testa: a sinistra aveva Ibrahimovic, a destra Saelemaekers, secondo il lettore a chi avrà dato la palla? Lo svedese ha controllato e segnato. 

TI CAMBIO O NO? - Pioli ha messo dentro Castillejo (al posto di Calabria con Saelemaekers arretrato nel ruolo di terzino) e Bonaventura (al posto di Calhanoglu). Poi si è rivolto a Ibra e gli ha detto: "Che faccio, ti cambio?". Uno sguardo e due parole di Zlatan: "Dopo, dopo". Dopo dopo ne riparliamo. E quando si è avvicinato alla panchina, ha promesso: "Aspettate, ora faccio un altro gol". Non è stato di parola, ma poteva bastare già così. E’ uscito a 10' dalla fine. 

DONNARUMMA ANTI DISCHETTO - Ranieri ha scosso l’orgoglio della Samp e nel finale Massa dal monitor ha richiamato Pasqua suggerendogli di riguardare il contatto (lieve, per la verità) di Kjaer su Bertolacci, entrato poco prima. Pasqua si è convinto, ha fischiato il rigore che Donnarumma, per la quarta volta in questo campionato, ha parato, stavolta a Maroni. Gigio ha dovuto alzare bandiera bianca solo di fronte al tracciante del giovanissimo norvegese Kristoffer Askildsen, classe 2001: dal limite, palla sotto la traversa. In pieno recupero, Leao ha segnato con un destro stupendo il quarto gol del Milan. 



IL TABELLINO:
Sampdoria-Milan 1-4 (primo tempo 0-1) 
GOL: 4' pt, 13' st Ibrahimovic (M), 9' st Calhanoglu (M), 42' st Askildsen (S), 47' st Leao (M). 
ASSIST: 4' pt Rebic (M), 9' st Ibrahimovic (M), 13' st Calhanoglu (M), 47' st Bonaventura (M). 
SAMPDORIA (4-4-2): Falcone; Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello; Depaoli (dal 1' st Leris), Linetty (27' st Askildsen), Vieira (dal 28' st Bertolacci), Jankto; Ramirez (dal 1' st Maroni), Quagliarella (dal 27' st Gabbiadini). A disposizione: Audero, Seculin, Tonelli, Chabot, Ferrari, Murru, Rocha, Bonazzoli, La Gumina. All. Ranieri. 
MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria (dal 16' st Castillejo), Kjaer, Gabbia, Theo Hernandez; Kessie (dal 34 st Paquetà), Bennacer; Saelemaekers, Calhanoglu (dal 16' st Bonaventura), Rebic (dal 1' st Leao); Ibrahimovic (dal 34' st Biglia). A disposizione: Begovic, A. Donnarumma, Duarte, Laxalt, Brescianini, Krunić, Maldini. All. Pioli. 
Ammoniti: 37' pt  Bereszynski (S), 46' pt Rebic (M). 
Arbitro: Pasqua. 
Note: 33' st rigore sbagliato da Maroni.