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Samu Castillejo era stato chiaro. Lasciare il Milan? Non se ne parla proprio. Torniamo indietro fino allo scorso gennaio, quando l'Espanyol bussò alla porta rossonera. Dallo spagnolo arrivò un secco rifiuto: Samu era certo di potersi giocare le carte al Milan. Dopo un anno e mezzo di alti e bassi, ecco la grande occasione. Scommessa vinta. L'addio di Suso e il passaggio al 4-4-2 gli aprirono le porte della titolarità: corsa e sacrificio lo hanno reso un punto fermo del Milan attuale, come dimostrano le otto gare consecutive giocate da titolare prima dello stop forzato per il coronavirus.

RITORNO AL PASSATO - Un crescendo per dimostrare sul campo ciò che Paolo Maldini aveva predetto a inizio stagione: "Chi mi incuriosisce di più? ​Castillejo, per la sua personalità, il suo tipo di gioco e le sue caratteristiche. Credo potrà essere una gran sorpresa". Ebbene, di sorpresa si può parlare: perché se al primo anno in Italia Samu era stato poco più che una meteora, la seconda stagione è stata quella della rinascita. Merito, come detto, del passaggio al 4-4-2: lì ha ritrovato l'energia e la vivacità che aveva mostrato al Villarreal.
SCELTA FATTA - Ora, per il futuro, le idee sono altrettanto chiare: il Milan vuole puntare ancora su di lui. Le sue caratteristiche, infatti, si sposano alla perfezione con i diktat di Ralf Rangnick: pressing, giro-palla veloce basato su rapidità e verticalizzazioni. Nelle sue precedenti avventure, inoltre, il manager tedesco ha spesso fatto ricorso proprio al 4-4-2. Samu ha vinto la sua prima scommessa: ora è pronto per la seconda.