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“Giroud è un gran bel colpo” – dichiara Marco Simone, 75 gol in rossonero, alla Gazzetta dello Sport. “Ha tutto: fisicità e tecnica, è un cannoniere e allo stesso tempo sa lavorare per la squadra. Vede la porta, anzi la sente: è capace di trovarla anche di spalle. È forte nel gioco aereo e in acrobazia. Lo conosco benissimo per averlo sempre seguito, fin dalle sue prime squadre francesi, specie quando è stato al Tours che più tardi è diventata casa mia".
SULLA CONVIVENZA IBRA-GIROUD - Tanti vedo che hanno dubbi sulla loro possibile coesistenza, ma per me si può fare. Anzi, in certe partite si deve fare: quando gli avversari si chiudono diventano indispensabili per aprire spazi. In due reggono il confronto con quattro difensori avversari. Giroud è ancora molto dinamico, può fare i movimenti per favorire Zlatan: può chiamare la profondità e permettere a Ibra di scalare a ricevere palla più basso. In un certo senso sarebbe Ibrahimovic a fare la seconda punta: in ogni caso con due così tutto diventa possibile. Pioli saprà benissimo cosa fare, da osservatore esterno dico che potrebbe muoversi un trequartista alle loro spalle, o uno tra Olivier e Zlatan agire alle spalle dell’altro, come falso fantasista. Hanno l’esperienza e la capacità di adattarsi al meglio alle richieste dell’allenatore. Non si toglieranno spazio, lo toglieranno agli avversari. La loro stessa presenza sarà utile ai più giovani per maturare in campo e migliorare nella professionalità. Da Theo e Leao, vale per tutti i ruoli. E’ con calciatori così che il Milan potrà puntare ancora alle prime posizioni, dall’anno prossimo anche allo scudetto. L’Inter senza Conte ha perso qualcosa in competitività”.