Un anno fuori dalle coppe europee: l'esilio del Milan si è materializzato con la sentenza pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri dall'UEFA, una sentenza che ora pone il club rossonero in una situazione complicata da gestire, soprattutto in vista della programmazione della prossima stagione. Certo, è stato scongiurato l'incubo peggiore di un'esclusione biennale e l'annunciato ricorso al Tas di Losanna potrebbe cancellare la decisione della federazione europea restituendo alla squadra di Gattuso la qualificazione conquistata sul campo; ricorso al quale il Milan potrebbe presentarsi con un'arma in più, un nuovo presidente che possa offrire maggiori garanzie di solidità finanziaria e continuità aziendale. Al netto di tutto ciò tuttavia, il Diavolo deve fare i conti con le delicate circostanze attuali e in via Aldo Rossi torna di moda un tormentone: cessioni e plusvalenze.

CHI RISCHIA - No al voluntary agreement, no al settlement e infine l'esclusione per "violazione delle norme del fair play finanziario, in particolare per la violazione della regola del pareggio di bilancio" (in riferimento al triennio 14-17, ndr): il Milan sarà chiamato a continuare un percorso di pulizia dei conti per rientrare nei parametri imposti dall'UEFA e per farlo sarà inevitabile qualche sacrificio. Fari puntati su Gianluigi Donnarumma, che per tanti motivi corrisponde all'identikit: Gigio, il fratello Antonio e Reina, circa 20 milioni di euro lordi a stagione per il parco portieri sono troppi per un club impegnato solo in campionato e Coppa Italia; il procuratore Mino Raiola lo ha proposto a diverse società, soprattutto all'estero; una sua cessione garantirebbe ampia plusvalenza, essendo Donnarumma un prodotto del settore giovanile. Proprio il concetto di plusvalenza è chiave per individuare gli altri possibili indiziati per una cessione: Suso con la sua clausola rescissoria da 38 milioni valida per l'estero, il Milan potrebbe però lasciarlo partire per una cifra di poco inferiore (arrivato per meno di un milione dal Liverpool); Bonaventura e un rinnovo ancora in stand-by; Ricardo Rodriguez, arrivato un anno fa per 15 milioni e ora valutato circa 20-25, con diversi club sulle sue tracce come confermato anche dall'agente. 

DOPPIO OBIETTIVO - Cessioni per questioni di bilancio ma non solo, anche senza la partecipazione alla prossima Europa League e con tutte le difficoltà che ne seguono, il Milan cercherà di operare in entrata sul mercato per regalare a Gattuso alcuni tasselli fondamentali per completare la rosa: per questo, nei piani della società, potrebbero essere completate anche alcune cessioni meno mediatiche, dai veterani Abate, Antonelli e Montolivo fino ai più recenti e deludenti Gustavo Gomez e Mateo Musacchio.

REBUS ATTACCO - Il nodo principale resta però sempre quello legato all'attacco: Kalinic, Bacca e André Silva, tre punte difficili da confermare e al contempo estremamente complicate da cedere a condizioni favorevoli. L'ex Fiorentina ha diversi interessamenti in Europa, dalla Bundesliga fino alla Russia e allo Spartak Mosca, ma la volontà del giocatore è quella di restare e questo rende ancor più difficile completare la sua partenza; il colombiano invece è di ritorno dal Villarreal, che non intende corrispondere al Milan i 15 milioni previsti per il diritto di riscatto, ma l'attaccante vuole restare in Spagna e per questo si studia a una soluzione che possa accontentare tutte le parti. Chi ha più possibilità di restare in questo momento è il portoghese: 38 i milioni investiti dai rossoneri la scorsa estate, un suo addio quest'estate non porterebbe plusvalenza e per questo potrebbe avere una nuova occasione con Gattuso. Nei piani della società rossonera c'è comunque l'acquisto di un nuovo centravanti su cui puntare per la prossima stagione, solo la cessione di Kalinic e Bacca e di altri giocatori tra quelli sopra citati potrebbe permettere di accumulare il budget necessario per andare sui profili indicati da Gattuso e dalla società.

Tra cessioni e acquisti il lavoro del Milan nel prossimo mercato si complica terribilmente dopo la sentenza UEFA e i tifosi si aggrappano a una speranza: l'arrivo di un nuovo presidente e il buon esito del ricorso al Tas, che possano cambiare davvero una situazione altrimenti seria e preoccupante. Nonostante l'acquisto del giovane talento croato Halilovic.

@Albri_Fede90