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Il Milan che ha battuto il Bologna ed è rimasto in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League ha giocato una brutta partita, ha fatto grande fatica, ma è tornato ad essere una squadra. Con tanti difetti, tanti contrasti e soprattutto con un grandissimo ritardo. Lo spirito di gruppo rivisto contro la formazione di Mihajlovic che aveva contraddistinto la parte centrale della stagione rossonera si era perso dopo il derby. Dentro e fuori dal campo.

L’ultima settimana, con il caso Bakayoko e il “ritiro” della discordia era stato il famoso fondo del barile. Ieri si è rivista una parvenza di squadra, peccato che il Milan sembra essersi rimesso in carreggiata troppo tardi per riagganciare il quarto posto.

Il rimpianto per un traguardo che era alla portata e sembra ormai sfumato resta, ma chiudere il campionato vincendo le ultime 4 partite aiuterebbe a lenire la delusione e ripartire con il piede giusto la prossima stagione. Per lo meno in Europa League.

Vincere le restanti 3 partite però non è affatto scontato. Soprattutto con tutti i problemi nati contro il Bologna, dall’infortunio di Biglia all’espulsione di Paquetà, dalla squalifica di Kessiè ai “provvedimenti” destinati a Bakayoko. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla sua conferma al Milan, la sceneggiata in panchina con Gattuso li ha definitivamente fugati.

Come avevamo detto per la lite Biglia-Kessiè, se si vedono episodi di questo tipo significa tre cose: che lo spogliatoio non è affatto coeso, che alcuni giocatori non sono all’altezza di vestire questa maglia e che la società non è riuscita a far rispettare le regole base per un club come il Milan.

Da questo punto di vista ho apprezzato molto le parole di Leonardo nel dopopartita che finalmente è intervenuto sui casi che si sono ripetuti nelle ultime settimane, finalmente ha sintonizzato tutto l’ambiente sull’obiettivo unico e prioritario della stagione e finalmente ci ha messo la faccia. Anche lui, un po’ tardi.

La serata della vitttoria sul Bologna ci ha detto che anche se criticato e deludente, Suso è uno dei quelli che ci tiene più di tutti ed è l’ultimo ad arrendersi. Ci ha detto che Donnarumma sa sempre essere determinante, soprattutto nei momenti di difficoltà. E ci ha confermato che non far giocare a lungo Paquetà e non dargli in mano le redini della squadra in questi mesi è stato un grande errore. Detto questo anche lui deve crescere e migliorare. La sua espulsione è ingiusta e quasi beffarda, ma deve imparare a frenarsi. Detto questo il brasiliano è destinato ad essere uno dei punti di forza del Milan del futuro.

Cosa che non vale per Kessie, che anche ieri ha riaperto la partita con un suo errore marchiano. E che sicuramente non vale per Bakayoko. Purtroppo a Firenze il Milan sarà costretto a farlo giocare nonostante tutto, se Leonardo, Maldini e Gattuso riescono a convincerlo a fare l’ultima partita decente prima di congedarsi, forse anche il miracolo Champions torna ad essere possibile. 

Altrimenti, Leonardo lo ha detto chiaramente, non solo non arriveranno grandi acquisti, ma ci potrebbe essere anche qualche illustre cessione. Chiosa proprio su Leo e sulle sue lodi sperticate a Gazidis: la sensazione è che anche il dirigente brasiliano non sia sicurissimo della sua conferma. Non in bilico come Gattuso, ma nemmeno troppo saldo.