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Un ritorno di fiamma, un vecchio pallino di Adriano Galliani. Il Milan non ha abbandonato la pista che porta a Javier Pastore, trequartista classe 1989 del Paris Sant-Germain, e nelle prossime settimane cercherà di capire se ci sono margini di trattativa. L'affare è tutt'altro che semplice, per il costo del cartellino, per l'ingaggio da 9,6 milioni di euro lordi, ritoccato al rialzo la scorsa estate in fase di rinnovo fino al 2019, per la difficoltà di trattativa con il Psg, che non ha nessuna necessità di fare cassa. I segnali non sono incoraggianti, ma dalle parti di via Aldo Rossi sono convinti che riportare il Flaco in Italia sia tutt'altro che una mission impossible.

LE CARTE DEL MILAN - Pastore al Milan è il grande sogno di Silvio Berlusconi. Che ha chiesto a Brocchi di tornare 4-3-1-2, che sogna di rivedere alle spalle di due punte un vero numero 10, dopo gli esperimenti (e fallimenti) di questi anni. Il Milan è pronto ad affidargli la maglia che è stata nel recente passato di Boateng e Honda, e a costruirgli la squadra intorno. In rossonero tornerebbe a essere protagonista, a tempo pieno. Niente più part-time, all'ombra degli altri big del Paris Saint-Germain. Per convincerlo a lasciare Parigi serve,oltre a un progetto importante, una proposta economica convincente per lo sceicco e per l'argentino: operazione sostenibile solo con l'avvento di nuovi soci. Soldi cinesi, quelli che non hanno convinto Pastore a gennaio, quelli che potrebbero portarlo al Milan.