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Sempre presente, sempre in campo, senza saltare nemmeno un minuto. Theo Hernandez è un intoccabile del Milan, dopo aver chiuso il 2019-20 con 36 partite e 3099 minuti giocati, ha iniziato con il botto il 2020-21, con 8 match e 750'. Escluso Donnarumma, che comunque non è un giocatore di movimento, nessun compagno ha visto il campo così tanto, nessuno non ha mai riposato dall'inizio o a match in corso. In questa stagione il francese passato dal Real Madrid ha sempre iniziato e finito le partite, è stato impiegato ​360' tra Bologna, Crotone, Spezia e Inter, 300' tra Shamrock Rovers, Bodo/Glimt e Rio Ave (supplementari compresi) e 90' contro il Celtic.

NON TIRARE LA CORDA - Difficile per Pioli lasciarlo fuori, Theo ha dimostrato di essere un valore aggiunto in fase di spinta e in difesa, dove è cresciuto molto, ma non può essere considerato superman. Nelle ultime venti partite, tra questa e la scorsa stagione, ha saltato solo per squalifica il match con l'Atalanta del 24 luglio, giocando part-time contro Spal (1 luglio) e Sassuolo (21 luglio). Necessita di riposo, di entrare nelle rotazioni, anche per il bene del Milan.

NON C'E' UN VICE - Pioli sa che non può tirare troppo la corda, ma per il momento non pensa al turnover, anche perché in rosa non ha un vero e proprio vice Theo. Dopo aver perso Laxalt, l'unico terzino sinistro di ruolo, dovrà adattare a sinistra un esterno destro. Quando l'ex Alaves riposerà verrà sostituito da uno tra Conti, Calabria e Dalot. Il risultato non è però garantito.