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Franck Kessie, ora, non è più un uomo solo che predica nel deserto. Della crescita esponenziale dell'ivoriano si è detto e scritto molto, della sua importanza nella mediana rossonera anche. Per settimane, però, l'impressione è stata che - in assenza di Ismael Bennacer - quel centrocampo fosse incompleto, totalmente dipendente dalla straordinaria duttilità  di Kessie, "la nostra colonna" come da definizione di Sandro Tonali. Già, Sandro  Tonali, uno di quelli, insieme a Soualiho Meité, capace di dare ulteriore valore all'enorme lavoro dell'ivoriano e a mascherare l'assenza di Bennacer, a lungo un nodo complicato da risolvere. I rossoneri, ora, raccolgono i frutti di due investimenti completamente opposti ma che si stanno rivelando equamente utili alla causa. Operazione a lungo termine - prestito ma con accordo già siglato fino al 2025 - per un giovane come Sandro, prestito low-cost (1 milione + 8 di riscatto) per il centrocampista, classe 1994, gettato nella mischia a gennaio in un campionato che conosceva già.

IN CRESCITA - Le ultime partite del Milan, culminate con la solida prestazione dell'Old Trafford,  hanno lasciato in eredità un centrocampo che ora funziona. Funziona anche oltre Kessie, funziona anche grazie a quelle riserve in grado di portare a galla la propria personalità. Citofonare, per comprendere meglio, allo stesso Tonali. "Nel secondo tempo di una gara come quella di Manchester non si può non entrare con grinta e cattiveria, è qualcosa di naturale" ha dichiarato, confermando le buone impressioni delle ultime gare, che lo vedono nettamente in crescita. Lo stesso vale per l'ex Torino, ora più a suo agio nella mediana a due dopo il primo mese di adattamento. Personalità, colpi di testa, ordine, duelli vinti: c'è tutto nella sua partita in Inghilterra, come dimostrano i numeri. Il migliore per dribbling (3) e contrasti (4), mentre a Verona guidò la classifica per dribbling (4) e velocità massima (31,51 km/h), aggiungendo 66 palloni giocati (meglio di lui solo Kessie e Calabria) e oltre 11 km percorsi. Statistiche che aiutano a inquadrare la crescita di Meitè, bravo a passare a pieni voti l'esame McTominay-Matic. 
BALLOTTAGGIO - All'orizzonte, ora, c'è una nuova delicatissima sfida. Domenica sera a San Siro arriva il Napoli di Gattuso, indimenticato ex deciso a rovinare i piani di Pioli. Che, dalla sua, ha un piacevole dubbio. Il solo allenamento post-Manchester, infatti, non ha sciolto i nodi di formazione, con Meitè e Tonali in ballottaggio per il ruolo di compagno di Kessie nel tentativo di fermare una mediana, quella azzurra, tanto fisica quanto tecnica e dinamica. Un nuovo esame, Meitè e Tonali sono pronti. Non chiamateli più solo riserve.