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Ora che i giochi sono fatti, giochiamo a rimettere in fila le 20 squadre del campionato appena concluso, non necessariamente in ordine di classifica

Prima tra tutti, il MILAN. Perché ha vinto, perché ha espresso il giocatore migliore (Leao), perché ha sbagliato meno degli avversari e ha smesso di farlo prima dell’Inter. Perché ha superato anche più di un fischio contrario degli arbitri. VOTO 10, da cui ripartire per provare a scalare nuovamente anche l’Europa.

Poi c’è l’INTER. Perché è finita seconda, ma ha lottato fino all’ultima giornata. Perché ha vinto 2 Coppe, che contro la Juventus valgono anche doppio. Inzaghi è riuscito a centrare l’obiettivo – restare competitivo – per il quale Conte se l’è data gambe all’aria. VOTO 9, il difficile può arrivare ora dal mercato.

Dopo le milanesi, il NAPOLI. In corsa fino a un mese dal traguardo, quando a Spalletti s’è spenta per l’ennesima volta la luce. Proprio non ce la fa a chiudere una stagione senza blackout. VOTO 8, col rimpianto grande che questa poteva essere la stagione giusta.

LAZIO (7,5) meglio della ROMA (7), a oggi non ci sono dubbi e non solo per il punto e la posizione di differenza in classifica. Ma se Mourinho vince la Conference, il controsorpasso è servito. Sarri ci ha messo un girone per capire la Lazio, che non è nata per lui ma a cui lui si è adattato. Merita qualche investimento sul mercato.

Senza il calo finale, la FIORENTINA avrebbe finito al quinto posto, un risultato al di là di ogni previsione. Italiano ci sa fare, sarebbe importante riuscire a trattenerlo. VOTO 7, perché la Roma dimostra che anche la Conference vale l’Europa.

VERONA (7) meglio di TORINO (6,5) e SASSUOLO (6), tutte squadre allenate bene e attesa alla riconferma. Bravi Dionisi e Juric, bravissimo Tudor, destinato a cambiare aria. Forse il Sassuolo che vince in casa di Milan, Inter e Juventus e ha il gruppo di giocatori più inseguito sul mercato, aveva il potenziale per finire ai margini della zona Europa. Il Toro può crescere, ma anche qui sarà necessario investire per capire cosa si vuol fare… da grandi.

Applausi allo SPEZIA con Inter e Sassuolo iscritto al ristretto club delle squadre mai retrocesse in Serie B. Una battuta, ovvio, ma il lavoro di Thiago Motta è andato oltre quello del predecessore Italiano. VOTO 7, ora il difficile sarà salvarsi per il terzo anno col terzo allenatore diverso (Pirlo?).

Che dire della SALERNITANA di Nicola e Sabatini? Salvezza sofferta e meritata, per quanto rocambolesca e fortunata nell’ultimo atto. Mezza stagione alla grande per salvare la prima metà da incubo. VOTO 6,5, l’anno prossimo sarà meglio giocarne 38 e non solo 19.

L’EMPOLI ha fatto il percorso inverso, salvandosi di fatto già prima di Natale (27 punti sui 38 finali, più 16 sulla terzultima) e poi scivolando nell’anonimato, col rischio di fare sembrare banale una stagione invece assolutamente positiva. VOTO 7, anche per il sussulto di Bergamo all’ultima giornata.

UDINESE e BOLOGNA divise da un punto e una posizione e il giudizio sostanzialmente è lo stesso. Stagioni di routine, senza particolari sofferenze. Per il Bologna, lo squillo del 27 aprile che alla fine è costato lo scudetto all’Inter. VOTO 6 per entrambe, con la novità Cioffi in rampa di lancio e il generoso e ammirevole Mihajlovic, costretto a discutere del suo futuro con Saputo (VOTO 4, strappo alla regola del gioco e voto anche a un presidente, se lo merita).

SAMPDORIA salva a 180 minuti dalla fine, il minimo sindacale con l’organico che aveva. Giampaolo stavolta non incide o incide solo in negativo. VOTO 6, perché la salvezza resta un traguardo, soprattutto nell’anno in cui il Genoa torna in Serie B.

La JUVENTUS fa il più grande salto all’indietro rispetto alla classifica. Conquista un posto nella prossima Champions e ce lo spacciano come obiettivo raggiunto. Può essere e forse sarà importante per il futuro. Il presente però dice che non ha mai corso per lo scudetto e questo è un dato di fatto. Come lo sono le due finali perse, che anche in questo caso - avversaria l'Inter - valgono doppio. VOTO 5, come gli acquisti che dovrebbe fare per tornare competitiva.

L’ATALANTA è l’altra grande delusa della stagione. Fuori addirittura dall’Europa, in cui così bene aveva figurato in questi anni. Si chiude un ciclo, in realtà mai aperto, visto che i cicli sono fatti di vittorie e non di piazzamenti e solo buon calcio. Ha pagato infortuni importanti, ma anche Gasperini dovrebbe fare un bell’esame di coscienza. VOTO 4,5, ed evitiamo per favore di parlare di arbitri.

C’è già la classifica a infierire sulle 3 retrocesse, un verdetto incontestabile. Però c’è differenza tra una retrocessione e l’altra. Il VENEZIA (5) ha retto finché ha potuto, poi s’è inceppato il meccanismo creato con sapiena da Zanetti, ma anche sulla carta era la squadra più debole del campionato. Il CAGLIARI (4) no, aveva un organico da metà classifica ma la società ha sbagliato tutto: prendere Mazzarri al posto di Semplici è stato un errore, così come mandarlo via a 3 giornate dalla fine. Doveva essere sua la faccia sulla retrocessione. Male anche il GENOA (4,5) che torna in B dopo 15 anni: la nuova società ha pagato l’inesperienza a caro prezzo.