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Ventidue novembre 2020, Napoli. Il 3-1 del Milan sulla squadra di Gattuso ha tanti significati: fu l'ultima gara al San Paolo prima della morte di Maradona, lanciò i rossoneri verso il sogno scudetto. Ma, soprattutto, fu l'unica gara della stagione in cui Pioli poté ricorrere al suo once de gala. Donnarumma in porta, Calabria e Theo Hernandez sulle fasce con Romagnoli e Kjaer come centrali; Bennacer e Kessie in mediana; Rebic, Calhanoglu e Saelemaekers alle spalle di Ibrahimovic. Una partita su 38, il 2.6% del totale. E per le altre 37 partite? Alternative. Cambi, idee, soluzioni, toppe ai buchi lasciati dagli infortuni. Tanti, tantissimi, forse troppi.

QUANTI STOP - Numeri alla mano, gli stop per acciacchi coinvolgono 13 giocatori per un totale di 88 partite saltate. Il tutto senza considerare gli imprevedibili casi di coronavirus, fardello di una stagione che coinvolge tutte le formazioni. Con le positività al Covid, le partite saltate salgono a 113. Ma torniamo agli infortuni, che in successione hanno decimato i vari reparti. A inizio stagione fu allarme in difesa, poi a centrocampo. Ora, invece, tocca all'attacco, con gli stop di Calhanoglu, Rebic, Ibrahimovic e Mandzukic. Contando la trasferta di domani di Verona, si va dalle 7 partite saltate da Romagnoli (lesione al polpaccio e problema muscolare) alle 13 di Ibra (problema muscolare, infortunio al polpaccio e ora agli adduttori). E poi le 11 di Gabbia per il legamento collaterale, le 8 di Kjaer per la rottura della fibra muscolare e il bicipite femorale, le 18 di Bennacer per affaticamento, bicipite femorale, febbre e stop muscolare, le 4 di Brahim Diaz per la coscia, le 5 di Saelemaekers per problemi intestinali, caviglia e bicipite femorale, 1 di Tonali per la borsite, le 2 di Calhanoglu per problemi muscolari, le 5 di Leao per il bicipite femorale, le 6 di Mandzukic per problemi muscolari, le 6 di Rebic per gomito, piede, tendine e anca. 
I DATI CHE CONFERMANO IL CALO - Un vero e proprio bollettino di guerra, caratterizzato da una preoccupante varietà tra gli acciacchi. Dominano, ovviamente, i problemi muscolari, ma non sono gli unici. "Stiamo lavorando per capire il perché di tutti questi infortuni, siamo molto attenti ai carichi di lavoro, purtroppo i tanti impegni ci hanno messo in difficoltà" ha affermato Pioli in conferenza stampa, confermando il binario parallelo tra gli infortuni e il calo di condizione. Un calo che ha origine nelle tante partite dai rossoneri, che hanno iniziato la stagione con la trasferta in Irlanda del 17 settembre: ben 38 gare, nessuno in Italia ha giocato di più. Il Napoli è a 37, Juve e Atalanta a 36, Inter a 35, Roma a 34. E in Europa, tolte le squadre inglesi, il Psg è a 37, il Bayern a 36, l'Atletico a 33. La conferma arriva dalle statistiche: dati della Lega Serie A alla mano, la media dei km percorsi nel girone d'andata era di 108,421, dal giro di boa è di 105,795. Una flessione netta, un calo evidente in campo con stanchezza e appannamento a dominare. Serve, dunque, ritrovare brillantezza e serve svuotare al più presto l'infermeria. Per non rovinare tutto e per continuare a inseguire i sogni rossoneri...