L'inchiesta realizzata nella mattinata di ieri dal Corriere della Sera ha riaperto ferite importanti nella questione societaria in casa Milan con la solidità del patrimonio del patron Yonghong Li messa in serio dubbio fra insolvenze con banche cinesi e il rifinanziamento cercato e mai ottenuto dall'ad rossonero Marco Fassone. 

INCONTRO A LONDRA - Secondo quanto riportato da Repubblica mai come in queste ore la tranquillità finanziaria chiesta dall’Uefa appare legata all’urgenza di separare il destino del club da quello del suo proprietario. Nella giornata di ieri Fassone non era a Milano, bensì a Londra, negli uffici dell'advisor incaricato per il rifinanziamento del debito, Meryll Linch. Presenti, oltre a Fassone, anche i rappresentanti di Elliott e il direttore esecutivo Han Li.

NUOVO SOCIO E 80 MILIONI - L’ipotesi sempre più probabile è l’ingresso di un socio di minoranza che porterebbe soldi freschi e farebbe guadagnare tempo a Fassone per il rifinanziamento. L’ultimo aumento di capitale (promesso da Yonghong Li) da 11 milioni è stato congelato e presto (il 31 marzo) arriveranno i controlli della Covisoc per l’iscrizione alla prossima serie A che si faranno sui dati economici parziali. Di fatto l'ipotetico nuovo socio dovrà essere in grado di versare almeno 80 milioni in tempi brevi.