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Fa male, fa molto male quando giochi bene contro un avversario tosto e perdi. A differenza di Inter e Juve, però, il Milan ha perso dopo una buonissima prestazione e contro un avversario di livello. A Milanello, poi, c'è grande armonia tra tecnico e spogliatoio, a differenza di quello che sembra essere il clima ad Appiano Gentile e alla Continassa. Resta sempre un ko e quindi è giusto trarre indicazioni e capire gli errori. Là davanti bisogna realizzare di più: è mancato ancora una volta l'esterno di destra (male sia Saelemaekers che Messias), De Ketelaere sta crescendo, mentre a sinistra si è sentita la mancanza di Leao, nonostante un'ottima prova del sempre prezioso Krunic.



Il Milan rispetto a un anno fa ha 5 punti in meno: non è poco, è un handicap che lancia un allarme non indifferente. La squadra ha fatto 2 gol in meno e ha subito 3 reti in più: 8 nell'attuale stagione. Questo è il dato che più preoccupa, ricordando la striscia finale dell'anno scorso con 2 gol subiti in 11 gare. Insomma il Milan prende troppi gol e spesso gol evitabili. Dest commette una sciocchezza causando il rigore, mentre sul secondo Tomori ha responsabilità, ma era solo tra tre giocatori del Napoli, con Kalulu in ritardo e Messias che non copre su Mario Rui.

Se andiamo a rivedere i gol subiti dagli uomini di Pioli, notiamo che la stragrande maggioranza arriva da destra. Complice lo spostamento di Tonali sulla sinistra, da quella parte qualcosa va rivisto: per vincere lo scudetto serve un'inversione di rotta immediata.