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“Quelle frappe! Extraordinaire… Theo Hernandez…le premier but avec les Bleus pour le joueur de l’Ac Milan”. Urlava così il telecronista di TF1 al bellissimo gol di Theo.  Insomma Milan e i suoi campioni protagonisti tutti i giorni la settimana. Grande Milan e finalmente, era ora! Sembrava che non fossero sufficienti le ultime 12 partite della stagione ’19-’20, che hanno visto il Milan conquistare 30 punti con un bottino di 35 gol realizzati. Come le 22 partite in testa alla classifica, per molti miopi solo figlie dei calci di rigore, e la conquista di un meritatissimo  secondo posto. No, i dubbi e gli scetticismi sulle qualità tecniche e temperamentali del gruppo di Stefano Pioli sono sempre aleggiati su Milanello e su San Siro.

I punti conquistati in questo inizio di stagione, ma soprattutto il brillante livello di gioco sempre espresso stanno convincendo quasi tutti sui reali meriti dei rossoneri. Il cammino è ancora molto lungo, ma essere al vertice della classifica sotto lo striscione della seconda tappa è indubbiamente un eccellente viatico e una buona spinta morale per le future sfide. Il prossimo obietttivo del tecnico milanista è il recupero degli infortunati.

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A partire da Giroud, che, dopo un inizio esaltante, è stato fermato dal virus prima e dal mal di schiena. Sono subito trinciati i giudizi, ovviamente affrettati, sul rendimento del francese, atteso presto al ritorno della sua efficienza. Efficienza che per Oliviero, come si sa, ha un solo sbocco, il gol. Importanti le prossime ore per capire a quale punto sia il recupero di Zlatan Ibrahimovic. E’ sempre lui l’attaccante più atteso soprattutto in vista degli …spareggi contro il Porto. Sabato, avversario il Verona, potrebbero essere a disposizione anche Bakayoko e Krunic, per una rosa completa a disposizione di Pioli.
L’obiettivo di Paolo Maldini e Ricky Massara è quello ovviamente di concentrarsi più sulla campagna dell’estate 2022, piuttosto che muoversi sul mercato di gennaio. Si parla sempre e soprattutto comunque  di centravanti, come se fosse ovvio e naturale il ritiro di Ibrahimovic alla vigilia del Mondiale del ’22.  Zlatan vuole chiudere la carriera con questo ultimo regalo ai suoi tifosi e a sé stesso. Se le condizioni fisiche non lo tradiranno, indosserà la maglia rossonera anche nella prossima stagione per la gioia di tanti tifosi. Per capire le intenzioni dei dirigenti riguardanti il futuro nuovo Bomber, è ancora presto, perché vi sono ancora troppe varianti sul tavolo, anzi sul campo.

Innanzitutto, come detto, le prestazioni di Giroud e dello svedese, ma anche di Pellegri. La giovane promessa è alla vigilia di una annata fondamentale per capire se l’inizio della sua carriera sia stato solo un fuoco fatuo oppure abbia messo le basi, interrotte dagli infortuni, per una carriera di successo. Si parla molto delle prodezze di Lorenzo Lucca del Pisa, appetito da molti grandi Club. Forse non il Milan, che potrebbe contare su un redivivo Pellegri e sull’altro giovane Lorenzo, quel Colombo, che, a Ferrara, sta confermando tutte le sue qualità di attaccante puro. Non mi illudo invece sui nomi accostati al Milan nelle ultime settimane, perché appartengono alla categoria degli attaccanti “scappati”. Parlo di Darwin Nunez del Benfica e naturalmente di Dusan Vlahovic, entrambi ormai dal costo proibitivo sopra i 40/ 50 milioni di euro. Nessun timore perché Casa Milan  ci ha abituato a pescare giocatori bravi e sostenibili, senza inficiare il rendimento della squadra. All’alto livello delle rivali, il Milan poi risponde con una salda organizzazione di gioco, con uno  straordinario spirito di un gruppo, composto da  giocatori che stanno crescendo comunque  partita dopo partita, emozionandosi e emozionando. Oggi il motto dei tifosi rossoneri è uno solo: "Non vedo l’ora che giochino ancora!”

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