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Il Milan torna dalla Francia con molti rimpianti, ma anche con qualche certezza in più. I rimpianti nascono da un risultato che certo va stretto ai rossoneri, che hanno sempre mantenuto il controllo della gara, sfiorando nel primo tempo il vantaggio con un contropiede mal sfruttato da Hauge, realizzando poi la rete del vantaggio, sciupando infine un paio di occasioni per chiudere la partita. Anche il pareggio del Lille, nato da una situazione di fallo laterale, lascia l’amaro in bocca a squadra e tifosi. Le certezze nascono proprio dall’atteggiamento e dalla filosofia di un Milan che ha giocato con autorevolezza, sicurezza, anche se con qualche errore tecnico di troppo, sul campo della seconda di Francia .

Non giriamo però troppo intorno alla questione più spinosa. Quale è stata la risposta della squadra senza il suo leader, Zlatan Ibrahimovic? Sul piano della manovra offensiva, Pioli e Bonera hanno dovuto cambiare schemi di gioco, non potendo contare sul terminale-uomo della manovra milanista. Quindi niente palloni alti, ma tentativi, non sempre riusciti, di verticalizzare con palle rasoterra o di sfruttare le fasce, dove Hauge raramente ha trovato lo spunto vincente, mentre Castillejo ha mostrato incoraggianti progressi rispetto alle ultime prestazioni. Rebic ha confermato che il centravanti d’area non è la sua collocazione ideale, anche se, grazie alla sua classe, è riuscito a regalare la palla del vantaggio, grazie a una sua fuga vincente.

In attesa del ritorno di Ibrahimovic, contro il Parma il 13 o il Genoa il 17 dicembre, e di Leao, magari qualche giorno prima, probabilmente Pioli ricorrerà alla soluzione di Colombo, ancora immaturo ma dalle caratteristiche di gioco vicine a Zlatan, lasciando Rebic a sinistra, dove si esprime con più efficacia. Dalle mie informazioni, salvo ripensamenti figli delle prossime partite, i dirigenti rossoneri comunque non paiono intenzionati, il prossimo gennaio, a potenziare l’attacco con un vice-Ibra.
Un giocatore che dispiace vedere in panchina è quel Brahim Diaz, che, nei pochi minuti del match di Lille, ha mostrato di essere giocatore di categoria superiore, anche se  forse ancora troppo individualista . La serata di Europa League ha poi confermato che Bennacer sia oggi uno dei centrocampisti più forti in campo internazionale, ma ha evidenziato  ancora le difficoltà di Tonali, bravo a iniziare l’azione del gol , ma ancora distante dal centrocampista ammirato a Brescia.

La qualificazione passa dalla vittoria sul Celtic, ma il focus è tutto sul match contro la Fiorentina. Un altro esame fondamentale  per una squadra che vuole confermare di non essere dipendente da Ibrahimovic. Fino a ora i risultati hanno dato una risposta confortante, quando lo svedese è stato fuori per infortunio o per la pandemia. Che però queste settimane senza Ibra passino veloci, per favore!