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"La prova del nove". La chiamava così Rino Tommasi, il conosciuto giornalista sportivo, la partita di un giocatore di tennis magari non al massimo della forma, successiva a una bella vittoria. Per il Milan la "prova del nove" è  il match contro la Roma, che deve confermare la bella condizione mentale e fisica e una tornata voglia di stupire. Insomma i tifosi rossoneri si augurano di ricominciare a vivere  soddisfazioni spesso assenti nel corso di questa stagione. Roma, Spal e poi il tremendo triplice ostacolo: Lazio, Juventus e Napoli. Questi gli avversari che attendono Romagnoli e compagni. Un compito complicato, ma affascinante. 

Il Milan di Lecce è stato trascinato da uno splendido Calhanoglu, che ha ispirato le manovre di attacco, che ha cucito la manovra tra centrocampo e attacco, che si è divertito e ha divertito. Il giocatore turco è piaciuto per personalità e continuità, due doti che ha sempre faticato a mostrare nel corso della sua carriera milanista. Se è "prova del nove" per i ragazzi di Pioli, per lui sarà la "prova del… diciotto". Ripetesse la prestazione pugliese contro una squadra di caratura superiore, beh, forse il Milan avrebbe trovato un fondamentale punto di riferimento presente e futuro. 

Dispiace che siano gli ultimi applausi per Jack Bonaventura, destinato a lasciare il club. In questa rosa spicca ancora per qualità tecniche e morali, ma ormai sembra che la decisione sia stata presa da ambedue le parti. Rimarrà il ricordo di un giocatore non solo serio e capace, ma anche dell’autore della rete più importante di questo ultimo lustro. E’ stato infatti Bonaventura a realizzare il gol del pareggio di Doha, che ha aperto la strada per la conquista del trofeo numero ventinove di questi ultimi trentacinque anni. 
In attesa del rientro di Ibrahimovic, più probabile contro la Lazio che contro la Spal, bellissima la rete di Rebic. Quasi un omaggio al caro e indimenticabile Pierino Prati. Una fuga per la vittoria che ha ricordato a qualcuno la fantastica rete dell’attaccante di Rocco a Glasgow contro il Celtic. La porta si avvicina, diventa sempre più piccola, ma il grande centravanti mantiene la freddezza, la lucidità, la classe per battere il portiere avversario, nonostante il fiato dei segugi alle sue spalle diventi sempre più angosciante. Non dimenticheremo mai le gioie che ha regalato Pierino, ragazzo splendido, attaccante completo. Un gol che non dimenticherò mai? E’ l’anno dello scudetto, stagione 1967-1968. Il Milan è reduce dalla prima sconfitta della stagione a Varese. A San Siro si presenta la Spal, partita delicatissima. Gli emiliani passano in vantaggio con Bigon, l’attaccante che poi passerà al Milan. Pareggia subito Sormani, ma Bozzao raddoppia per i ferraresi. E’ un assedio totale che porta al pareggio di Rivera. Cipollini, portiere spallino, è insuperabile, ma, a un minuto dalla fine, Sormani mette in mezzo. Pierino precede Stanzial e con un girata al volo batte il portiere, che tocca il pallone, ma la sfera lenta, lenta entra in rete. Indimenticabile! 

Chiudo con un aggiornamento di mercato. Piace Adolfo Gaich, centravanti di 1,90 dell’argentino San Lorenzo, ma, fino ad ora, si parla solo di contatti. Upamecano, spesso accostato al Milan, costa troppo. E’ destinato al Bayern Monaco. Sempre possibile l’arrivo del difensore nazionale olandese Denzel  Dumfries, oggi al PSV. Il vero obiettivo del prossimo mercato milanista è però un altro. Per affiancarlo a   Bennacer, i dirigenti di Casa Milan puntano su Tiemoué Bakayoko. Sarà l’acquisto della pazienza, pronti a ghermire la preda se il Chelsea lo riterrà un giocatore inutile per il suo progetto. Come pare certo.  Molti sono convinti dell’arrivo, da Madrid, di Luka Jovic. Mi sembra strano che i dirigenti rossoneri puntino su un attaccante che ha un ingaggio di 10 milioni a stagione. Molto, molto strano!