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E' uno scudetto sofferto fino all'ultimissimo e per questo ancora più bello. Il più bello di tutti, perchè arrivato anche contro la principale rivale, contro ogni pronostico, ben 11 anni dopo l'ultima volta. Grandi i meriti della dirigenza, che con poche risorse a disposizione ha costruito una grande squadra. Credo che oggi si debba rivalutare anche la rosa del Milan, alla faccia di tanti negazionisti per cui questa era una squadra da quarto o quinto posto. Oggi sono spariti.

Chapeau a mister Pioli, che si è elevato a grande tecnico, a tecnico vincente: bravissimo a superare tante difficoltà, in una stagione falcidiata da tanti infortuni fino a dicembre, e con diversi episodi arbitrali "controversi". È la vittoria di una squadra fatta di alcuni giocatori esperti e di tantissimi giovani, che hanno dimostrato grande maturità: nel rush finale, quando le gambe potrebbero tremare, il Milan ha subito solo 2 reti nelle ultime 11 partite. Dato clamoroso.

La fotografia più rappresentativa di questo Scudetto è il gol di Tonali contro la Lazio: la rete di un tifoso rossonero, che allunga la gamba per segnare, come metafora del gettare il cuore oltre all'ostacolo. E' la vittoria che cambia anche il sentimento in casa Inter, che tre giorni dopo perderà a Bologna. E' un successo che va gustato per tutta l'estate, con la speranza che la prossima Proprietà pronta a subentrare contribuisca ad aprire un ciclo.

Un pensiero, inevitabile, a chi non ha creduto in questa squadra ed è andato via: Donnarumma, che ha vinto la Ligue 1 col PSG, non esattamente un'impresa, e Calhanoglu, che ha vinto due coppe con l'Inter, piccola cosa rispetto a un grandissimo scudetto rossonero.