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Oggi il Milan gioca il più bel calcio d’Italia. A differenza della pur splendida Atalanta, che per esprimersi ai suoi più alti livelli deve sempre giocare alla massima intensità, la squadra di Pioli riesce a offrire un grande spettacolo anche quando abbassa i ritmi, grazie alle sue mirabili individualità. A partire da un formidabile Ibrahimovic, ancora nella top ten degli attaccanti mondiali, per continuare con il magnifico Calhanoglu, che alterna splendidi assist a spettacolari conclusioni vincenti. 

Per raggiungere questo vertice di prestazioni, però, non sono sufficienti le giocate di qualche singolo, ma oggi il Milan schiera, in difesa, un reparto centrale di totale affidamento, i pochi errori del quale vengono poi cancellati da un florilegio di prodezze firmate Gigio Donnarumma. Sono partito dai tre giocatori che devono essere presto convocati a Casa Milan per firmare quel pezzo di carta chiamato contratto. L’autografo più prezioso per i tifosi del Milan che sempre hanno creduto nella forza infinita di Ibra, che mai hanno dubitato delle qualità di un ragazzo, Gigio, che sta stupendo da cinque anni gli appassionati di tutto il mondo, che si sentono ben rappresentati dalla continuità, nella grandezza, del turco, un numero dieci non certo usurpato.   
Ad assemblare una squadra dall’alto tasso tecnico e dall’alta percentuale di realizzazioni, caratteristiche accompagnate da quella fiducia necessaria per raggiungere ogni traguardo, ecco Stefano Pioli che tutti, me compreso, stanno scoprendo come allenatore di alto lignaggio.. Qualcuno potrebbe obbiettare che tutti questi complimenti possano apparire esagerati per una squadra a venti punti dal primo posto e a quindici dalla zona Champions League. Osservazione pertinente, ma io mi sto riferendo a questo Milan, al Milan visto soprattutto nelle ultime dodici giornate. 

A dire il vero, già all’inizio dell’anno solare, appena arrivati Kjaer e Ibrahimovic, si intravedevano buone potenzialità, non accompagnate però da una totale fiducia nelle proprie possibilità. E’ stato questo il salto di qualità, forse inaspettato, forse sorprendente, che ha permesso l’eccellente cammino di questi mesi di giugno e luglio. Un'estate calda e rovente per i cuori rossoneri. Peccato che il campionato non possa continuare, perché i rossoneri, in campo e davanti alla Tv, si stanno troppo divertendo. Con l’augurio che la magia non scompaia appena il vento d’autunno porti il primo profumo di castagne.