Rimpianti per la proprietà cinese? Zero, meno di zero! Credo di essere, anzi spero di essere onesto intellettualmente, riconoscendo però che il lavoro di Massimiliano Mirabelli sia stato prezioso per la costruzione di una base sulla quale potrà lavorare il Milan americano. Oggi la squadra può contare su un allenatore capace, intelligente, onesto sia sul campo che fuori, che, continuo a ribadirlo, ha costruito un gruppo solido, forte, cosciente dei suoi mezzi. Non enormi, ma che hanno permesso al Milan di superare ostacoli insidiosi, come infortuni, passaggi a vuoto, cali di tensione. Contro la Lazio, dominata nel secondo tempo, il “giovane “Rino non ha sbagliato una mossa, schierando, nel finale, una squadra coraggiosa, che si trasformava da un 3-5-1-1 a un 4-3-2-1. Si sa,la diversificazione è il segreto di ogni successo! Chissà gli strali verso Gattuso, se avesse interpretato la partita, come la Lazio nella ripresa, sempre sulla difensiva, senza osare, nonostante gli eccellenti interpreti a disposizione. Darò ragione ai detrattori del tecnico calabrese, quando migliorerà la qualità della rosa, senza un ovvio aumento della qualità del gioco. Io lo aspetto. Mi auguro che anche i dirigenti continuino ad avere fiducia in lui. 

Grandissimo protagonista del match, decisivo e formidabile, un'altra intuizione di Mirabelli, quel Pepe Reina, che, sabato sera, ha effettuato la parata più importante della stagione. Insomma si è… Abbiatizzato. Proprio come Cristian che viene ricordato, non solo per la sua lunga e valida militanza in maglia rossonera, ma per i suoi cammei, che hanno regalato Scudetti e Coppe. Il riflesso del portiere spagnolo, sul tiro di Immobile, è stato straordinario, un portento, una prodezza, una luce. Partire con il passivo di 0-1, dopo 3 minuti, sarebbe stata una mazzata tremenda, difficile da rimediare.  

Il terzo acquisto mirabelliano che io continuo a apprezzare è quel Franck Kessie, giocatore indispensabile per gli schemi rossoneri. Centrocampista infaticabile, generoso, bravo a rompere l’azione , ma sempre pronto a riproporsi con continuità, anche se vicino allo sfinimento. Non lo cederei mai, perché difficile trovare un sostituto alla sua altezza. Detto questo, sono rimasto molto male, quando, in sala stampa, mi hanno mostrato l’immagine della maglia di Acerbi, alzata verso la curva. Il difensore della Lazio è un bravissimo ragazzo, una splendida persona, oltre che un eccellente giocatore. Le scuse sono state immediate, ma Bakayoko e Kessie devono sempre ricordarsi che indossano la maglia di Liedholm, di Schiaffino, Rivera, Baresi, Kakà e Maldini. Non lo dimentichino mai. E’ un onore, ma anche una grande responsabilità di classe e stile!