Purtroppo ci risiamo! La prima sconfitta, dopo 3 mesi, mesi che hanno permesso a un Milan, dal rendimento costante e positivo, di entrare nei primi quattro posti, mesi che hanno visto la squadra raggiungere l'Inter.

La prima sconfitta, dicevo, riapre le discussioni sul valore dei giocatori e sulla esperienza e sulle capacità di Rino Gattuso. Legittime, per carità, ma questo mi atterrisce perché non vorrei si riaprissero discussioni e polemiche, che potrebbero minare un ambiente fisiologicamente fragile, dopo le tribolazioni delle scorse stagioni.

L'idea di ricostruire tutto, per il settimo anno consecutivo, mi preoccupa e mi deprime. Entriamo nel nocciolo del problema. Colpe di Gattuso? Premetto che molti tifosi juventini non vorrebbero vedere Allegri sulla panchina bianconera, nella prossima stagione, anche dopo l'impresa nel match contro l'Atletico. Parliamo di Allegri che ha vinto cinque scudetti, successi conditi da due finali di Champions League. Lo stesso ambiente della Juventus che giudicava Carlo Ancelotti un perdente. Figurarsi gli attacchi a Gattuso ai primi passi da tecnico di un grande club, attacchi sulla sua filosofia ritenuta troppo attendista, anzi troppo difensiva. Nessuno, nemmeno i suoi più acerrimi contestatori, possono essere sicuri però che con un altro tecnico, più spregiudicato, la squadra non prenderebbe schiaffi e imbarcate con una rosa che molti hanno giudicato da quinto /sesto posto, inferiore a Inter, sopra di soli due punti, Roma e Lazio, alle spalle dei rossoneri.

Pesa sul giudizio anche la funesta eliminazione dalla Europa League, contro una modesta squadra greca. Anch'io mi unisco alle critiche ma soprattutto circostanziate al match di domenica sera.

Vorrei vedere, UNA VOLTA, Paquetà nel suo ruolo brasiliano, più vicino a Piatek e non costretto a sobbarcarsi il lavoro della mezzala. Bakayoko è stata una ottima intuizione come sostituto di Biglia, ma finalmente l'argentino è pronto per tornare alla guida del centrocampo, con Baka e Kessié, ai suoi fianchi e, come detto, Paquetà più avanzato. Suso, autore comunque di un buon finale di gara, non riesce a uscire da una fase calcisticamente depressa, nonostante la fiducia totale del tecnico.

Saranno due settimane lunghe e ricche di parole, ma saranno anche due mesi delicati, in campionato e in coppa per un Milan che si gioca tutto. Certo che se, a seguito di una sconfitta dopo tre mesi, sembrano tornare in discussione tecnici e giocatori, beh tutto diventa frustrante, molto frustrante!