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Il comunicato ufficiale con cui ieri il Milan ha reso noto di aver presentato la sua manifestazione di interesse per l'area del Portello, quella che nella mente di Barbara Berlusconi ospiterà dalla stagione 2018/2019 il nuovo stadio rossonero, è una notizia che apre un grande squarcio di ottimismo nel complicatissimo momento attraversato dalla società rossonera. Per un attimo, mettiamo da parte il tragico rendimento della banda Inzaghi, i rumors sulle ultime trattative del calciomercato invernale e gli spifferi su un contrasto sempre più accentuato tra le due anime del club, quella rappresentata da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani e quella incarnata dalla vicepresidente con delega al marketing. La realizzazione del nuovo impianto sarebbe certamente la sua grande vittoria ma gli effetti benefici ricadranno sul Milan intero, a prescindere da chi lo comandi.

LO STADIO LO PAGANO GLI SPONSOR - Una nuova casa, più funzionale di San Siro, e in grado di aumentare del 20-25% il fatturato di una società che, tolti i finanziamenti di Fininvest, in questi anni ha faticato moltissimo ad adeguarsi ai tempi che forrono e a individuare nuove fonti di sostentamento e di immissioni di capitali. Con l'avvento di Barbara, la musica è cambiata, come conferma il rinnovo del contratto di sponsorizzazione con Emirates per le prossime 5 stagioni per una cifra che si aggira sui 100 milioni di euro. Ma soprattuto la decisione della compagnia di bandiera di Dubai di entrare nel progetto di edificazione del nuovo stadio come partner e finanziatore principale è il segnale che il Milan ha deciso di svoltare in maniera drastica dal punto di vista commerciale e dell'internazionalizzazione del marchio. Con Emirates sono pronti ad entrare in scena qualcosa come una trentina di aziende disposte a procacciare i 300 milioni di euro necessari per la nuova casa del Diavolo. Volutamente ad un passo dalla sede di via Aldo Rossi, per trasformare lo stadio in un luogo da vivere (anche grazie ad un albergo che sorgerà nella stessa area, al museo, al ristorante e allo store già presenti) 7 giorni su 7, come avviene ormai nelle principali realtà europee.
MERCATO, SI TORNA A SPENDERE - Questo significa che dalle tasche della famiglia Berlusconi non uscirà un solo euro per la costruzione dell'impianto e l'avvento di prestigiosi sponsor disposti a investire nel Milan costituisce una premessa incoraggiante sulla possibilità di tornare a destinare le risorse nel rafforzamento di una squadra che, dopo il terremoto dell'estate 2012, ha perso con i suoi giocatori più importanti, il blasone e l'allure a livello internazionale che da tutti era riconosciuto. E' la vittoria di Barbara, che lancia ufficialmente la sua candidatura per guidare il Milan del domani, un Milan finalmente con un occhio al futuro e un ritorno alla programmazione che negli ultimi anni erano andati persi, schiacciati dal peso insostenibile di un monte stipendi portato alle stelle da ingaggi fuori ogni logica di parametro zero in cerca di gloria.