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Momento  delicato, difficile, complicato. Comunque vorrei sempre affrontare i momenti più delicati, difficili e complicati a un punto dal primo posto in classifica, con un vantaggio sulle terze di sei punti, dopo un pareggio in trasferta in una andata di coppa.

Quindi calma perché l’agitazione è sempre nemica della concentrazione.

Mi auguro, tutti i tifosi del Milan si augurano, che Stefano Pioli abbia capito le ragioni di una delle peggiori prestazioni della storia del Milan, quella contro il pur brillante Spezia. Ripartire proprio dalla disamina di una partita non disputata per ritornare ai livelli di gioco che hanno permesso di guidare la classifica per ventidue giornate. Non è facile dare una risposta.

Romagnoli ha parlato di una sottovalutazione dell’avversario, ma, dopo il primo tempo, mi aspettavo una reazione da capolista, che nemmeno nella ripresa si è mai materializzata. Questione fisica? Beh, il Milan avrebbe dovuta evidenziarla nella parte finale del match, non per tutti i novanta minuti di gioco.

Lo choc di una prestazione inesistente ha condizionato anche la partita di Europa League, pareggiata in 11 contro 10 nel secondo minuto di recupero. Anche a Belgrado, i rossoneri non hanno mostrato il gioco fluido di qualche settimana fa, forse per i tanti inserimenti voluti da Pioli. Mi sembra razionale la spiegazione del tecnico, che imputa questa fase involutiva del suo gruppo a due fattori. Il primo è legato alla stanchezza psicofisica dei giocatori, che, nel periodo della massima emergenza, hanno giocato ogni tre giorni. Il secondo fattore riguarda la mancanza di una forma ancora valida dei rossoneri, a lungo assenti per infortuni o pandemia.

Contro i modesti serbi della Stella Rossa, il Milan ha confermato di aver smarrito un po’ di quella sicurezza, di quella  convinzione, di quel senso di invincibilità, che ne aveva accompagnato il cammino dallo scorso giugno. Un risultato di prestigio, una vittoria importante può restituire le certezze necessarie e fondamentali per la fase più calda della stagione.

In questo senso, il match di domenica contro l’Inter, pur nella sua difficoltà e delicatezza, può essere la chiave di un ritorno al bel gioco, foriero di risultati positivi. Vorrei vedere il Milan dei primi sessanta minuiti dell’ultimo derby di Coppa Italia. Una squadra che era in vantaggio per 1-0, che aveva subito due soli pericoli nel primo tempo, sfiorando, a sua volta, una seconda rete con Ibrahimovic. Poi, dopo l’espulsione dello svedese, l’Inter ha dominato il match, schiacciando i rossoneri nella loro area. Ma fino al minuto sessanta, è stato un Milan autorevole e sicuro. Quello che vorrei vedere, anzi rivedere, alle 15 di domenica prossima.

Per restituire fiducia a tutto l’ambiente, che sembra tornato alla negatività degli anni scorsi. Non è il Milan degli anni scorsi. E’ un Milan secondo in Classifica, è un Milan vicino al passaggio agli ottavi di Europa League, guidato da un Campione come Zlatan Ibrahimovic, che potrebbe fare sua l’antica frase di un suo collega: "Mantenete la calma e passatemi la Palla!”