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Scrivo queste righe, nella notte fra giovedì e oggi, dopo il pareggio del Milan che regala ai rossoneri il passaggio del turno di Coppa. Là, alle mie spalle, in tv, come colonna sonora, un vecchio e celebre film western di 82 anni, “Ombre Rosse” di John Ford. Ombre rosse sono anche quelle che continuano a accompagnare il cammino del Milan, in questa fase della stagione . La partita di Coppa, contro la Stella Rossa, squadra modesta sul piano tecnico, ma sempre pugnace e determinata, non le ha certo allontanate. La prestazione ha confermato l’attuale momento di difficoltà soprattutto sul piano del gioco, che invece era stata la chiave del  bellissimo 2020 dei ragazzi di Stefano Pioli.

Quali siano le ragioni non è facile da decifrare. La squadra non sta reagendo, come se si fosse improvvisamente smarrita, come avesse perso quelle certezze, quella fiducia, quel senso di invincibilità, le caratteristiche a lungo più evidenti del giovane gruppo di Pioli.

Non dimentichiamo innanzitutto che il Milan ha cominciato la logorante stagione prima delle altre squadre, impegnato infatti a settembre nei preliminari di Coppa. Sul piano fisico, stentano a ritornare in buona condizione i giocatori a lungo assenti. Parliamo soprattutto di Calhanoglu e Rebic, due elementi chiave delle fortune milaniste. I più impiegati poi accusano un normale logorio psicofisico. Uno su tutti Alessio Romagnoli, purtroppo per lui troppo spesso sul luogo del… delitto, in caso di gol degli attaccanti avversari.

A  questi fattori aggiungiamo il rendimento non ottimale dei giocatori che rappresentano le alternative ai soliti noti. Dalot non è quello di settembre e ottobre. Meitè non riesce a raggiungere i livelli di gioco desiderati. Mandzukic si è visto ancora poco. Krunic non è impiegato nel ruolo che più predilige, nei tre di centrocampo, giocando il Milan con uno schema differente. Diaz sta per rientrare, dopo un lungo infortunio , e si dovrà attendere, anche per lui, il ritorno alla miglior condizione.
Un rimedio esiste e si chiama Ismail Bennacer, che, a proposito di “Ombre Rosse" potrebbe salvare la carovana milanista, come il sesto cavalleggeri nel film di Ford. Molti dimenticano che da più di due mesi il Milan gioca senza il suo metronomo, il suo punto di riferimento a centrocampo, la leva che comanda tutte le azioni, sia per quello che riguarda la fase difensiva che la manovra d’attacco. Con Kessie, il tecnico milanista poteva contare su un centrocampo di livello europeo.  

Intanto, nonostante le ultime sconfitte, il Milan continua comunque a mantenere il secondo posto, anche se l’Inter ha aumentato il vantaggio. Proprio sui nerazzurri deve continuare la corsa milanista, per tenere alti gli stimoli e la voglia di rimanere in alto. I ragazzi di Stefano Pioli sono poi fra le prime sedici squadre di Europa League, in un turno che ha visto le clamorose eliminazione di squadre di primo piano come PSV, Bayer Leverkusen, Hoffenheim, Leicester, Benfica e Lille. Il Milan invece c’è, in Italia e in Europa. Oggi non è brillante, non è spettacolare, ma sempre tenace e attaccato ai suoi sogni, guidato da due grandi giocatori. Gigio Donnarumma, il portiere più forte del mondo, e Zlatan Ibrahimovic, terzo nella classifica cannonieri e fra i più combattivi anche nel giovedì di Coppa.

Preoccupato per la sua presenza a Sanremo? Per me potrebbe partecipare anche a Castrocaro, al Festivalbar e come giurato di Miss Italia. Non mi interessa, perché poi torna a giocare e a regalare emozioni nel Milan. Solo questo mi preoccupa... che ci rimanga per molto!!