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L’ultima amichevole, prima dell’inizio del campionato, è come il caffè alla fine di una cena al ristorante. Se lascia il sapore raffinato di una buona miscela, si apprezza ancora di più il pasto appena consumato. Se invece è un caffè “cattivo”, rovina l’intera cena, con un giudizio negativo spesso anche sul ristorante. Purtroppo la partita di Cesena, giocata, nel primo tempo, con gli stessi undici che hanno dominato, per lunghi tratti, il Manchester United, è stata deludente, noiosa, insomma brutta. Ero al Manuzzi e ho visto 45 minuti senza emozioni, osservando il match in silenzio. Momenti insopportabili, se non sorrido per una bella giocata, se non applaudo a un tiro pericoloso, se non mi stupisco a una prodezza dei rossoneri. Insomma se non mi gusto lo spettacolo. Niente invece di tutto questo. Quindi, avendo bevuto un caffè cattivo, ora, lo devo ammettere, sono più preoccupato alla vigilia dell’inizio del campionato, anche se nella ripresa qualcosa si è visto.

Un argomento che deve essere affrontato, soprattutto alla luce proprio del secondo tempo, affiora già nelle discussioni dei tifosi del Milan. Giampaolo, con grande e ovvia sincerità, ha confessato che ci sia ancora molto da lavorare. Il tecnico abruzzese sembra comunque preferisca schierare gli undici che hanno lavorato con lui in questo primo mese e mezzo di lavoro, anche se sul piano della qualità magari non sono all’altezza di altri rossoneri, appena arrivati e quindi deficitari sul piano degli schemi e dei movimenti.

Nel secondo tempo di sabato, con l’inserimento prima di Paquetà, con lo spostamento di Calhanoglu al centro della manovra, mio antico pallino, e l’entrata di Kessie, la squadra ha mostrato più velocità, più intensità e quindi anche una maggior pericolosità, anche se poi Donnarumma ha salvato il pareggio con una grande prodezza. Sì, Donnarumma, quello che molti vorrebbero vendere perché non regala i 10/12 punti in classifica che invece, secondo me, porta sempre al campionato del Milan.

Ecco che arriviamo allora al punto dolens, alla questione che solo Giampaolo può risolvere. Non è forse il caso, si chiede qualche appassionato milanista, anche a costo di non esaltare qualche trama di gioco studiata a Milanello, che siano le migliori individualità della squadra a risolvere il match con una giocata, in attesa che gli schemi diventino l’arma vincente fra qualche settimana, quando saranno ben in testa a ogni singolo giocatore?

Insomma, qualcuno auspica, largo spazio sempre al brasiliano e a Kessiè, magari anche a un Leao, anche poco allenato ma capace di chiudere a rete con maggior efficacia di un pur generoso Castillejo. Intanto così le vittorie, garantite oggi forse più da qualche invenzione piuttosto che dal fluire di una manovra da affinare, potrebbero permettere di lavorare con più tranquillità, nella fase iniziale della stagione, la più per un allenatore nuovo. Siamo, ripeto, alla vigilia di una settimana delicata perché sono giorni caldi per il mercato e per il lavoro sul campo, che sfocia nelle decisioni più delicate proprio sul piano dei giocatori da mettere in campo in Friuli. Vedremo quali saranno le scelte di Giampaolo.

Chiudo con una confessione. Sono passati due anni, ma quando vedo entrare dalla panchina Andrè Silva, mi aspetto sempre giocate spettacolari e vincenti, figlie della sua classe. Anche a Cesena, purtroppo ha però sciupato due buone potenziali per chiudere in rete. Certo mi devo forse rassegnare, ma mi dispiace che non riesca a diventare un eccellente protagonista grazie alle sue qualità purtroppo mai evidenziatisi nella sua carriera rossonera. Peccato, un grande peccato!