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Scrivo nella notte perché ho poca voglia di dormire dopo una eliminazione crudele, molto crudele, perché non meritata! Il Milan viene eliminato da un Manchester abbordabilissimo, ma con tante recriminazioni legate alle troppe assenze nello stesso reparto, l’attacco. È rimasto solo Ibrahimovic, per di più in precarie condizioni di forma, a causa dell’ultimo infortunio. Pioli ha cercato soluzioni disperate per cercare di dare un po’ di linfa vitale al reparto, ma, nonostante le prove generose dei sostituti, il reparto ha logicamente peccato di scarsa pericolosità.

Comunque rimane la consapevolezza che, con qualche rinforzo adeguato, la squadra possa migliorare la sua competitività non solo in Italia, ma anche in Europa. Adesso testa al campionato, per la soddisfazione di coloro che sostenevano che il duplice sforzo avrebbe condizionato pesantemente la possibilità di arrivare in Champions League. Una opinione invero curiosa e peregrina, perché il Milan è ancora ben saldo al secondo posto e avrebbe potuto onorare una stagione da protagonista con un bel finale in entrambe le manifestazioni, soprattutto se avesse recuperato presto qualche infortunato.

La mentalità invece da seguire è quella di Ibrahimovic, che dopo l’eliminazione ha indicato quale debbano essere gli obiettivi di fine stagione: "Voglio giocare per vincere qualcosa. Siamo secondi e bisogna continuare così per vincere il campionato". Un illuso? Non so, ma a guardare dietro può esserci il pericolo di un doloroso torcicollo, mentre puntare in avanti può garantire quegli stimoli per chiudere alla grande una grande stagione.
Vedo in giro una grande voglia di vedere il Milan risucchiato nel lotta per andare in Champions, ma sette punti di vantaggio, totalmente meritati, paiono rappresentare ancora un buona riserva nelle ultime undici giornate. Monsieur de Lapalisse direbbe che sia meglio avere 56 punti piuttosto che 50 e che stiano peggio quelle a meno sette. Io sono d’accordo.

Tornando sul tema degli infortuni, sono rimasto sconcertato, giovedì pomeriggio, quando il Milan ha comunicato l’assenza di Rebic, Leao, Romagnoli e Calabria. Soprattutto perché, nella conferenza stampa di vigilia, Pioli aveva lasciato qualche speranza di un recupero dei quattro nell'immediata vigilia del match di Coppa. Sconcertato e sorpreso. È un tema che i dirigenti rossoneri devono affrontare soprattutto nell’ottica della prossima stagione. Può essere che si tratti solo di casualità, ma indubbiamente è una questione che debba essere esaminata in maniera molto seria e approfondita, con tutte le componenti di Milanello, dunque intendo staff tecnico e staff sanitario. Se il Milan è stato distaccato in campionato e eliminato in Coppa è soprattutto dipeso dal fatto che, per troppe partite, abbia patito l’assenza di almeno tre o quattro titolari. Nel migliore dei casi. 

Archiviamo la bella, ma sfortunata e deludente nella sua conclusione, avventura in Coppa. Concentrazione e testa sulle ultime undici partite di campionato. Giocarle come se fossero undici finali? È una delle frasi che più ho sempre detestato. Banale, inutile, scontata. La squadra deve affrontarle semplicemente con lo spirito e le qualità messe in mostra in tante sfide di questa stagione. Le finali sono un’altra cosa e il Milan lo sa bene!!