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Il problema non è Piatek. La vera questione oggi sul tavolo è il reale valore di Leao. Eh, sì, perché se l’allenatore Stefano Pioli, che non credo proprio sia un autolesionista, non schiera il portoghese titolare dal primo minuto al posto di una pallidissima controfigura di quello che fu il “Pistolero”, evidentemente significa che Leao sia peggio. O per questioni tattiche, perché "riempie poco l’area” o per una mancanza di intensità negli allenamenti, io non conosco la verità, alla fine il risultato è uno solo: il Milan gioca senza la punta centrale dall’inizio di campionato.

Anche contro il Parma, oltre venti tiri in porta, ma nessuno effettuato né dal polacco né dal giovane ex Lille. Resto dell’opinione che oggi Leao sia più “vivo” di Piatek, possa offrire miglior caratura tecnica alla manovra, abbia nelle gambe più energie, permettendo, con i suoi movimenti, gli inserimenti centrali di Calhanoglu e Bonaventura, centrocampisti adatti alla conclusione negli ultimi sedici metri. Il Milan non può continuare a essere l’unica squadra senza una punta centrale efficace e fruttifera.

Non è possibile aspettare ancora Piatek, che, dal mese di aprile, lo ripeto ancora una volta, non riesce a uscire da una situazione di totale stallo. Sono convinto che anche al Tardini, dove sono partiti dalle fasce, cross tagliati e invitanti, Ibrahimovic avrebbe certamente portato più pericoli alla porta emiliana, grazie alla sua forza, al suo peso, alla sua personalità, alla sua classe.

Ai prezzi sostenibili dalle casse rossonere, non vedo altre alternative al gigante svedese. Dovesse rifiutare l’offerta del Milan, chi prendere? Troppo cari Giroud o Mandzukic, andare a cercare un altro ventenne non mi sembra abbia senso, ma comunque con questo Piatek purtroppo non è possibile andare avanti.

Ricordo, lo scorso agosto, lo sdegnoso rifiuto di molti fratelli rossoneri quando avevo chiesto una opinione su un possibile arrivo di Icardi “Piatek non si tocca!”. Questo era il comune sentire, ma io, oggi lo confesso, avrei tentato di intavolare la trattativa, certo difficile ma affascinante.

Questo è ormai il passato. Parma è un inizio. Bologna una conferma, Sassuolo una certezza, Bergamo un regalo. Dopo mesi di travagli e dolori, il Milan e i suoi tifosi meriterebbero, infiocchettata, la speranza che si possa puntare a qualche obbiettivo concreto nella seconda fase della stagione. Un omaggio al cuore, alla passione, al calore del meraviglioso popolo rossonero!!!