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Beh, in due partite dieci gol a Torino, dove il Milan aveva vinto l’ultima volta nel dicembre 2012 (4-2 sui granata), non lo avrei mai, mai immaginato. Due successi ampiamenti meritati che si spiegano abbastanza facilmente. I pilastri rossoneri sono tornati in forma, dopo tante traversie sul piano fisico, seguite da un faticato ritorno alla miglior condizione. Partiamo da Bennacer e Kessiè, che hanno offerto due splendide prestazioni, sia contro la Juventus che contro il Torino. Il regista algerino ha bravamente organizzato la manovra rossonera, che è tornata fluida, piacevole ed efficace. L’ivoriano ha macinato chilometri e avversari, confermandosi come il miglior centrocampista in Italia e fra i più forti in Europa. 

Dietro i fari della manovra milanista, la squadra ha ritrovato quell'identità di gioco ormai consolidata che gli ha permesso di vincere la...Coppa d’Estate nelle ultime dodici partite della stagione scorsa, per poi continuare uno splendido cammino che lo ha portato a guidare la classifica per ventuno giornate e praticamente non scendere mai al di sotto del secondo posto. Insomma, color i quali hanno parlato di un Milan ospite del vertice del campionato, o sono prevenuti o hanno sottovalutato rosa e qualità di prestazioni. 

A questi fattori va sommato, nelle ultime due partite, il colpo del genio di Stefano Pioli. Il tecnico di Parma non è stato mai chiamato "maestro" o "predestinato", ma, alla vigilia delle due partite più importanti e delicate della stagione, inserendo a sorpresa uno scatenato e decisivo Brahim Diaz, ha sparigliato le carte avversarie, mostrando coraggio e imprevedibilità. Insomma Pioli come un Kurt Goedel della panchina. Le vittorie di Torino hanno avvicinato il Milan alla meritata qualificazione in Champions League. Sarebbe un atteso ritorno a casa per un Club dalla forte vocazione europea, il primo italiano a vincere il prestigioso torneo e dietro solo al Real Madrid per Coppe dei Campioni vinte. 

Siamo alla vigilia ora di un week end di importanza storica per il calcio italiano, quasi rivoluzionaria. Per il vertice e la coda si consumeranno sfide infernali, emozionanti e decisive per il futuro di molte società. Dopo otto anni da spettatori, i rossoneri tornano, in questo finale, protagonisti assoluti, grazie anche a una proprietà sana e a una società coesa, allo spirito di sacrificio dei giocatori, alla preparazione e alla esperienza del tecnico. Ancora 180 minuti, dunque, per avere la conferma di un cammino ormai chiaro e consolidato verso i traguardi pretesi dalla secolare tradizione milanista. 

Chiudiamo, come sempre, con il borsino riguardante il rinnovo di Gigio Donnarumma. Non cadiamo nella trappola delle ipotesi degli ultimi giorni. Non è cambiato nulla da sette giorni fa. Per sintetizzare la situazione, allora, cito le parole di Winston Churchill. Nel 1939, sollecitata una sua opinione sulle imminenti scelte della Russia dopo la spartizione della Polonia, condivisa con i tedeschi, rispose come risponderei io sul futuro di Gigioprodigio: "Si tratta di un indovinello, avvolto in un mistero all’interno di un enigma!".