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A volte i ricorsi storici aiutano a consolare, anche dopo una sconfitta pesante come quella subita dal Milan nel match contro l’Atalanta. Alla fine della partita, mi è venuta subito alla mente una vecchia sconfitta, a Varese, subita dal Milan capolista e imbattuto, proprio nell’ultima giornata del girone di andata. Era il 14 gennaio 1968 e, qualche mese dopo, i Ragazzi di Nereo Rocco avrebbero festeggiato lo Scudetto numero nove della storia rossonera. Il Milan è  comunque Campione d’Inverno, davanti all’Inter, lontana solo 2 punti, ma con un buon margine sulle altre cinque sorelle, candidate al titolo finale e a un posto in Champions League.

E’ un primo posto meritato dalla squadra, guidata, con saggezza e mano ferma, da Stefano Pioli. La continuità è stata certificata dalle tredici vittorie, dai quattro pareggi e dalle sole due sconfitte, con il quinto attacco e la quarta miglior difesa. Numeri chiari, numeri definiti, numeri prestigiosi. Un cammino sorprendente e inaspettato, ma solo per coloro che hanno presto dimenticato prestazioni e risultati nel finale di stagione. Ho ricordato già un vecchio Milan, quello di Nereo Rocco, ma è paragonabile questa squadra, questo andamento, questo primo posto a altri  Milan del passato? Il pensiero va a due campionati, che hanno visto la squadra milanista conquistare il titolo finale.
E’ il Milan della stagione 1978-1979, il Milan del decimo Scudetto, il Milan della stella. Le analogie sono forti e significative.
I rossoneri guidati da Niels Liedholm  partono in testa, posizione mantenuta per tutto il campionato, eccetto due giornate, chiudendo primi alla fine dell’andata in un magnifico duello con il Perugia di Ilario Castagner. E’ un Milan che non vince lo Scudetto da troppi anni, undici per essere precisi, ma che chiude al  quarto posto la stagione precedente con un buon finale. Anche quella squadra aveva in rosa tanti giovani voluti e lanciati dal tecnico svedese. E’ la stagione del debutto di Baresi, in una difesa con Collovati e Bet, con la fondamentale esperienza di Albertosi, Bigon e Capitan Rivera, senza dimenticare l’energia e la classe di Antonelli, Novellino, Maldera, Buriani e De Vecchi.

Esattamente venti anni dopo il Milan di Alberto Zaccheroni ripete l’impresa. Anche quel Milan della stagione 1998-1999 è reduce da due stagioni pessime, un undicesimo e un decimo posto. Squadra certamente più matura di questa, ma in lotta per i primi posti contro tutti i pronostici. Anche la guida tecnica di Pioli sembra molto simile a quella dell’allenatore romagnolo. Esperienza, senso tattico, voglia di stupire, serenità in tutte le situazioni, anche le più complicate e difficili. La novità rispetto ai Milan appena  ricordati è il duello, in questo girone di andata, con l’Inter. Insomma si prospettano giorni, settimane e mesi ancor più ricchi di emozioni e brividi e per i tifosi rossoneri. Sensazioni che mancavano da troppi anni e dunque ancor più forti. Finalmente un girone di ritorno come negli anni belli!