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Non so chi sarà l’allenatore del Milan nella prossima stagione, ma stanno aumentando le possibilità che Zlatan Ibrahimovic possa continuare la sua avventura nel calcio italiano. Almeno così sembra stando ai rumors che arrivano dalla Svezia. Non voglio però pensare che non sia ancora nel Milan. A essere sincero, mi ero rassegnato a non rivedere Ibra al centro dell’attacco, anche perché ritengo che il favorito della panchina milanista sia Ralf Rangnick.

Qualche giorno fa ho saputo, infatti, che da quattro settimane stia studiando 5 ore al giorno la lingua italiana. Non credo per hobby. Poiché ormai gli abbiamo dato la patente di allenatore dei giovani a ogni costo, ero rassegnato che, nella ipotesi arrivasse l’ex Lipsia, non ci fosse più posto per Zlatan. Io però cerco di documentarmi prima di esprimere pareri o trinciare giudizi. Certamente nelle sue esperienze precedenti con Hoffenheim, doppia promozione dalla regional liga alle Bundesliga, con lo Schalke, dove ha vinto la Coppa di Germania, e nel Lipsia, promozione dalla Zweite Liga in Bundesliga e qualificazione alla Champions League grazie al terzo posto finale, le sue squadre hanno avuto una età media dal 22,7 nell'Hoffenheim al 24,7 nello Schalke.

Nella squadra però di Gelsenkirchen, là davanti nelle partite contro l’Inter, eliminata grazie al doppio successo, 5-2 a San Siro e 2-1 in Renania, ha giocato  un attaccante ben conosciuto anche dai tifosi italiani, quel Raul, già delantero nel Real Madrid, che aveva 33 anni e Metzelder ormai trentunenne. Quindi la presenza di Ibrahimovic, nella rosa del Milan, in caso di arrivo di Rangnick,  non è assolutamente da escludere. Dipenderà soprattutto dal colloquio di Ivan Gazidis con lo svedese. Solo dopo questo incontro, nel quale l’ad del Milan illustrerà i piani futuri del Club, Ibra prenderà la sua decisione.
A proposito, circa i rapporti pessimi tra Gazidis e Zlatan, è un’altra delle leggende che girano intorno al Milan. Questo per un semplice  motivo. Non sono né pessimi né buoni, perché, in questi ultimi mesi, Ibrahimovic ha parlato soprattutto con Boban e Maldini, raramente con Gazidis. Se poi venisse confermato Pioli, ipotesi sempre sul tavolo, o, a sorpresa, si alzasse la candidatura di Emery, a entrambi i tecnici credo che la presenza di Ibrahimovic possa essere gradita, addirittura indispensabile sia nel ruolo di Pater Familias sia per la sua caratura tecnica. Quindi mi voglio illudere che il Milan possa contare ancora sulla qualità di questo idolo della tifoseria rossonera.

Saranno importanti, se il campionato riprenderà, anche le ultime partite della stagione, per carpirne  l’umore e la voglia  dello svedese, ma soprattutto per avere  la conferma che si senta sempre coinvolto nelle vicende della squadra. Trovare un attaccante che lo possa sostituire appare non facile. Ripartire invece con Ibrahimovic sarebbe un bel viatico per il Club, per i compagni, per l’allenatore ’20-’21 e soprattutto, come detto, per i tifosi rossoneri.