127
Complimenti a Rino Gattuso! La gloria rossonera conquista la Coppa Italia, il primo trofeo da allenatore, guidando il Napoli a una splendida impresa. Molti tifosi rossoneri avranno tirato un sospiro di rimpianto pensando alla mancata riconferma di un tecnico che era riuscito a regalare la meravigliosa illusione di un ritorno in Champions League, frustrata a 9 minuti dalla fine del campionato. Mi auguro che coloro che rimpiangono Gattuso non siano gli stessi, che, in questa rubrica, accusavano ferocemente l’allenatore rossonero di mancanza di gioco, di scarsità di alternative tattiche o di una manovra troppo lenta. Rino aveva cercato di trovare le soluzioni più adatte alla rosa a disposizione, una rosa che, con qualche ritocco, avrebbe potuto regalare maggiori soddisfazioni. Chiudiamo la questione sottolineando, ancora una volta, la poca avvedutezza e la scarsa pazienza dei dirigenti rossoneri, che stanno ora meditando l'ennesima rivoluzione. 

Dalla proprietà ancora smentite circa incontri decisivi con Ralf Rangnick, ma il candidato più autorevole a sedersi sulla panchina rossonera sembra ancora lui. Probabilmente gli verranno affidate le chiavi tecnico sportive del club milanista. Quindi dovrebbe essere lui a capo dei futuri progetti della prima squadra, del mercato e del settore giovanile. Questi incarichi totali mi spingono però a una riflessione. L'abilità di Rangnick nel pescare giovani talenti, nel trovare potenziali campioni viene confermata dai nomi che si sono trasformati da promesse a realtà del calcio europeo. Non è però sufficiente essere bravi nelle acquisizioni, ma diventa fondamentale anche dimostrarsi pronti e capaci nella parte più difficile ora del lavoro del direttore sportivo, la cessione a prezzi favorevoli dei giocatori della rosa che non rientrano nelle strategie della squadra. 
Per questa ragione "Casa Milan" deve affiancare all'allenatore teutonico qualche figura italiana che conosca bene ogni risvolto del nostro mercato. Le plusvalenze sono determinanti nel bilancio di ogni fine stagione e affidare anche le trattative di casa nostra a Rangnick potrebbe rappresentare una pericolosa incognita. Si è già letto che, per quanto riguarda il campo, Mr 3K potrebbe essere affiancato da qualche collaboratore italiano, ma ancora più importante che possa interfacciarsi con uomini preparati e di lunga esperienza della realtà di casa nostra sulla scrivania. Da uomo saggio anche se decisionista, non crediamo possa osteggiare una simile possibilità. Sarebbe una delusione perché  l’umiltà è sempre sinonimo d'intelligenza. 

Qualcuno potrebbe obbiettare: Maldini e Massara che ci stanno a fare? Nel molto probabile caso che a Rangnick venga affidato il pacchetto tecnico-sportivo pare difficile che i due dirigenti possano accettare una posizione meno decisionale rispetto al manager tedesco. Insomma siamo vicini a un taglio netto con il passato, ma sarebbe decisione saggia che il Milan continuasse a mantenere una matrice italiana, anche se pare non preponderante. Altrimenti il rischio sarebbe ancora più alto!