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La stampa spagnola ci va giù pesante. Quasi tutti i media iberici, infatti, parlano di un Milan vecchio, di Ronaldinho in ombra e così via. Inutile girarci intorno: il Real Madrid ha giocato meglio, questo è vero. Ma forse qualcosa in più lo si poteva fare. 
 
Parlare a posteriori è sempre fin troppo facile, ma di sicuro il Real Madrid, ieri sera, oltre a correre al doppio della velocità dei milanisti, aveva anche fame. Fame di vincere, di imporsi e di raggiungere i traguardi. Forse questo è quello che manca al Milan, una squadra fatta di campioni che ormai hanno raggiunto tutto nella propria carriera. Una squadra che non sente il bisogno d'imporsi.
 
Senza parlare poi dei singoli; salvare qualcuno ieri sera è impresa ardua. Amelia ha fatto il suo, ma tutti gli altri sono mancati, in un modo o nell'altro. E sono soprattutto mancati quei giocatori sui quali, teoricamente, bisognerebbe creare le fortune del Milan. Parliamo di Ronaldinho, di Pato e di Ibrahimovic. Tre che, assieme, forse ieri sera facevano mezzo Khedira, un giocatore uscito alla ribalta da poco ma che aveva tanta fame. Non di discoteche, di donne e di alcool; ma di vittorie.