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Una settimana fa i pessimisti vedono il Milan in Europa League, nel "giusto", secondo loro, quinto posto. Conte è ancora sulla panchina dell'Inter. Simone Inzaghi guida la Lazio, Allegri è vicino al Real Madrid. Spalletti attende una panchina. Sono passati sette giorni, che hanno cambiato il… mondo calcistico. 
Non è mutata invece la mia opinione sul secondo posto meritatissimo del Milan
, sempre nei primi due posti per quasi l'intero campionato. Una stagione chiusa con la emozionante vittoria di Bergamo, che ha esaltato la prestazione del migliore rossonero del 2020-2021. 

Franck Kessié ha giocato una partita straordinaria sul piano della qualità, leader del centrocampo e intelligenza tattica, e della quantità, spirito di sacrificio e presenza costante in tutte la parti del campo. Ricordo, con un sorriso amaro, le ironie quando, già a inizio anno, avevo indicato il giocatore ivoriano come uno dei centrocampisti più forti e completi d'Europa. Lo ha confermato, e non avevo dubbi, nel corso dell'intera stagione, dove "Il Presidente" è diventato anche una delle figure più carismatiche dello spogliatoio. 

Non entro nel gioco perverso di trovare la figura alla quale dare i meriti maggiori per il secondo posto e la qualificazione in Champions League. In questa stagione non è stato il Milan di ..., ma un club che ha mostrato coesione, dove tutti hanno portato un contributo importante. A partire dalla proprietà, che dieci mesi fa ha deciso di confermare Pioli preferendo la continuità del progetto piuttosto che un affascinante, ma azzardato, salto nel buio con Ralf Ragnick. 

Dopo qualche contrasto, l'intesa tra Ivan Gazidis e Paolo Maldini, con Ricky Massara, ha permesso al Milan di seguire una linea precisa nel mercato sia estivo che in quello di gennaio. L'arrivo di Tomori ha permesso di scoprire un grande difensore, che verrà certamente riscattato, mentre è stato un abbaglio generale, oggi riconosciuto a Casa Milan, l'acquisto di Mandzukic, troppo indietro di condizione e poi fermato da un infortunio, con ricaduta. 

L'ambizione e la voglia di tornare al vertice del calcio internazionale del fondo Elliott, uniti alla personalità ambiziosa di Maldini, saranno certamente fondamentali anche nelle prossime settimane, perché il capitano di tanti trionfi cercherà di potenziare la rosa, mediando tra le esigenze di bilancio e le richieste tecniche di Stefano Pioli. Le qualità dell'allenatore sono state… scoperte partita dopo partita. Esperienza, intelligenza tattica, coraggio, personalità e soprattutto equilibrio sono state le doti che hanno permesso alla squadra di superare i momenti più delicati e pericolosi, ben assorbiti della giovane rosa. 

Infine, ma certamente non ultimi, i grandi meriti dei giocatori guidati dalla forza e dall'esempio di Ibrahimovic, l'assenza del quale in troppe partite, nel girone di ritorno, è stata la principale causa del distacco dall'Inter. In conclusione, due i principali fattori di una stagione splendida: coesione della società e identità di gioco! Il Milan partirà dunque dalle certezze acquisite in questa stagione contro avversarie costrette a un cambio in panchina. E' un vantaggio che deve essere sfruttato soprattutto ad agosto e settembre, i mesi decisivi di ogni campionato!