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  • Napoli: Milik, un recupero Real

    Napoli: Milik, un recupero Real

    • Fabio Mandarini
    Il 10 ottobre 2016, dopo l'intervento al ginocchio sinistro per ricostruire il legamento crociato anteriore e ripulire la zona dai frammenti di un menisco saltato via in buona compagnia due giorni prima, nel corso di Polonia-Danimarca, lo staff medico del Napoli auspicò di restituire Arek Milik a Sarri in 100 giorni: ci è riuscito in 94. L'impossibile che diventa possibile. Ufficialmente: "Milik è guarito: il professor Mariani, l'esecutore dell'operazione, ha dato l'idoneità dopo una serie di esami e di test in campo e già da oggi tornerà a lavorare in gruppo", annuncia ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli il dottor De Nicola, responsabile dello staff azzurro dei miracoli, in coda al terzo e ultimo controllo andato in scena a Villa Stuart. "Abbiamo riscontrato un'ottima stabilità del ginocchio: i test sono ampiamente superati", aggiunge Mariani in persona. E ora, comincia il secondo conto alla rovescia: quello che porterà al rientro dell'attaccante in campo. "Accadrà tra due settimane. Sarri permettendo". E ciò significa che il 15 febbraio con il Real Madrid sarà in prima fila a vivere il sogno Champions.   

    LUI E PAVOLETTI - E allora, il secondo acquisto di gennaio del Napoli: dopo Pavoletti, ecco Milik. Rieccolo, il partner di Lewandowski e l'erede di Higuain: assente dal 2 ottobre con l'Atalanta, 17 partite, dopo un avvio super cadenzato da 7 gol in 9 esibizioni tra campionato e Champions. "Arek è già partito verso Castel Volturno, vuole lavorare subito con il gruppo". Oggi, flash. Una fame pazzesca, Milik, l'uomo che il club azzurro ha atteso con fiducia e pazienza, senza pescare uno svincolato dopo lo choc del grave infortunio, e che Sarri ha sostituito un po' con Gabbiadini e soprattutto con la geniale invenzione del Mertens falso nueve. Ora, però, è l'abbondanza a regnare sovrana: perché se il Gabbia è pronto a salutare tutti, in azzurro è arrivato Pavoletti. Vero nueve, come Milik, nonché concorrente ufficiale per il posto al centro dell'attacco: neanche il tempo di rientrare, e Arek dovrà subito forzare al massimo per blindare il vecchio posto.

    FIORENTINA O PALERMO - A suo tempo: in questo frangente, l'obiettivo primario è tornare a essere un calciatore a tempo pieno: in gruppo, dicevamo, rientrerà al volo, mentre per giocare bisognerà attendere un paio di settimane. "Sì, in quindici giorni sarà pronto: poi, ovviamente, spetterà a Sarri decidere", precisa De Nicola. "Arek è un gran lottatore, il programma è già concordato: ora ha bisogno di giocare le partitine, di riabituarsi al contatto fisico e di calciare. Può fare tutto e deve farlo". A conti fatti, insomma, fermo restando la possibilità di portarlo in panchina già domenica con il Pescara o con il Milan a San Siro il 21 gennaio, giusto per fargli riassaporare l'aria del calcio vero, per ritrovarlo operativo al cento percento bisognerà attendere o i quarti di Coppa Italia con la Fiorentina, in programma il 24 gennaio, oppure la successiva sfida di campionato con il Palermo del 29 gennaio. Entrambe in casa. Un bell'incentivo, nonché un profondo sospiro di sollievo in chiave Champions: per il gran galà con il Real Madrid, Milik sarà regolarmente al suo posto.

    FORZA PERIN - Una curiosità: a Villa Stuart, dove Milik s'è presentato insieme con la compagna, Jessica Ziolek, splendida modella polacca nelle grazie di Dolce&Gabbana, c'è anche il portiere del Genoa, Mattia Perin. Reduce dal medesimo intervento al medesimo ginocchio: chissà se i due si sono incrociati. Chissà. Di certo, i 94 giorni di Milik valgono da talismano per l'acrobata rossoblù: "Mariani, ormai, esegue questo tipo di operazioni a occhi chiusi", conferma De Nicola. Ottimo: passaggio di testimone e via. Anche perché Perin, casualità, è nel mirino del Napoli per il mercato di giugno.        

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