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Il Parco dei Principi, diventato ormai un Olimpo del pallone. Mai come quest'anno il roster del Paris Saint-Germain impressiona per qualità e quantità di nomi al suo interno, con Lionel Messi come punta di diamante di una campagna acquisti impressionante. Che non basta tuttavia come garanzia di successo. La sconfitta contro il Lille nella Supercoppa di Francia, il pareggio al debutto in Champions League con il Bruges e l'ultimo ko con il Rennes in Ligue 1 (arrivato dopo otto vittorie consecutive) confermano come per Mauricio Pochettino ci sia ancora tanto lavoro da fare per dare alla squadra le giuste alchimie, ma al di là del rettangolo di gioco ci sono tante altre spine nel PSG dei sogni.

DUALISMO - A partire dal dualismo tra Gianluigi Donnarumma e Keylor Navas, un nodo ampiamente preventivato dal momento della firma di Gigio con i parigini. Che l'ex Real Madrid potesse partire inizialmente avvantaggiato era pressoché scontato, ma desta perplessità che l'alternanza si sia protratta fino alla metà di ottobre: sei partite a tre in favore del costaricano, bilancio in perfetta parità invece in Champions. Impensabile che il ballottaggio possa proseguire a lungo, con Donnarumma che per questioni di progettualità e di investimenti da parte della proprietà qatariota è destinato a prendersi la titolarità, ma già in queste settimane si è dimostrato un nodo intricato.

MISTERO - Chi è un vero e proprio mistero è Sergio Ramos, ingaggiato a parametro zero con uno stipendio da 15 milioni di euro netti a stagione ma mai a disposizione del PSG. Solo le 7 presenze collezionate in tutto il 2021 dallo spagnolo (5 con il Real Madrid, 2 con la Nazionale) e un rientro che assume sempre più i connotati di un giallo: torna alla ripresa con l'Angers, anzi no, oggi si è allenato ancora a parte e dunque si complicano le possibilità di vedere già venerdì la prima convocazione. Problemi che hanno anche alimentato voci di mercato negli ultimi giorni, secondo le quali i parigini starebbero valutando la clamorosa separazione a gennaio: solo rumors al momento e uno scenario difficile da ipotizzare, ma la testimonianza di un caso che preoccupa gli ambienti vicini al club.
MAL DI PANCIA - Non è un mistero invece il malumore di Georginio Wijnaldum, impiegato a intermittenza da Pochettino soprattutto nell'ultimo mese. L'ex Liverpool non ha nascosto la delusione, anzi: "Non posso dire di essere totalmente felice, perché la situazione non è quella che m aspettavo". Un segnale forte all'indirizzo del tecnico argentino, costantemente sotto gli occhi della critica, l'inserimento dell'olandese resta uno dei tasti dolenti di questo avvio di stagione, specie se si considera che anche in questo caso si tratta di un ingaggio oneroso (10 milioni netti a stagione).

REBUS - Ultimo, ma non per importanza, il rebus che riguarda Kylian Mbappé. Lo screzio con Neymar ("Quel barbone non mi passa la palla") è stato superato velocemente e liquidato come 'cosa di campo' senza lasciare scorie nel rapporto comunque molto buono tra i due, ma ad agitare le acque resta sempre la questione futuro. Le aperture neanche troppo velate del Real Madrid hanno aumentato la tensione in casa PSG, lo testimoniano le piccate reazioni di Leonardo a mezzo stampa, e dal suo rinnovo passano tutte le strategie per programmare la prossima stagione: si potrà continuare con semplici ritocchi in attacco in caso di permanenza del francese, si dovrà necessariamente rimpiazzare l'ex Monaco con un nome altisonante (in tal senso occhi sempre puntati su Haaland e Lewandowski), la forbice è ampia e non può lasciare tranquilla dirigenza e proprietà.

@Albri_Fede90