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Ci sarebbero da dire tante belle e buone cose di questo Modena, che gioca con autorità, mette alle corde il Verona, tiene saldamente in pugno quelli che sarebbero stati tre punti d’oro, talmente importanti da dare una sterzata decisa alla traballante stagione, ma alla fine perde. In modo incredibile, ma perde. Due minuti di buio, con l’ausilio forse di qualche svista arbitrale (come il fallo di Pichlmann su Diagouraga nell’azione del raddoppio), incomprensibili, visto che mancavano quattro minuti al novantesimo, al punto da rovinare una serata in cui il Modena ha forse posto qualche solida base per il futuro.
 

Tutto bello e confortante all’apparenza, ma nella sostanza poco è cambiato per provare a dare inizio ad un nuovo corso anche con una vittoria di peso, inseguita dopo il vantaggio su rigore di Greco, vanificata da almeno un paio di contropiedi sprecati senza la giusta convinzione e da quella doppia sbandata finale in cui i meriti del Verona non sono sembrati così evidenti.

Il gol del pari di Lepilerr, che mai aveva giocato quest’anno, è stato favorito da una deviazione di Gilioli che ha mandato a vuoto tutta la difesa. Il secondo, quello che fatto saltare di gioia dalla panchina Mandorlini, è forse figlio del precedente, con la difesa del Modena travolta dalla fisicità dei veronesi, in cui i vari Perna, Carini Diagouraga, qualcosa hanno sbagliato, anche se in modo non così clamoroso. Di buono c’è un centrocampo mai visto così superiore all’avversario. L’ingresso di Signori ha portato grande dinamismo e tutto il reparto ha tratto beneficio, a partire da Petre cresciuto quando i ritmi si sono abbassati, fino a Di Gennaro la cui uscita ha inciso non poco sugli equilibri di squadra.
 

Scampato un grosso pericolo al 1’ quando la sciabolata di D’Alessandro ha colpito la parte alta della traversa, il Modena ha subito dimostrato di esserci replicando con una insidiosa conclusione di Stanco.
Episodi a parte, è stata la condotta di gara della squadra a dare credibilità al lavoro di queste settimane. Gran possesso di palla, difesa attenta, manovra ordinata che ha sorpreso il Verona, spesso incapace di ribattere colpo su colpo. Trovato il vantaggio con il rigore conquistato da Signori per il fallo commesso da Scaglia. al contrario di altre recenti situazioni, il Modena ha continuato a giocare, sprecando nelle ripartenze, ma senza mai corere grandi rischi. Fino al quel minuto 41 in cui il castello costruito con pazienza, è crollato, inviando segnali assai poco incoraggianti.