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Il Real allunga le mani sulla Liga. Vince largo e in rimonta con l’Osasuna, ritrovando se stesso dopo l’eliminazione in Coppa del Re da parte della Real Sociedad. Non brilla, il Madrid; ma dà prova di una tenuta mentale molto solida. Sarebbe bastato un attimo per scivolare nella crisi. Due gol nel primo tempo nel giro di cinque minuti appena passata la mezzora, due nella ripresa quando la partita sta declinando, dopo aver cucinato a fuoco lento gli avversari. Migliori in campo Modric, che ha dato equilibrio e senso alla manovra, e l’eterno Sergio Ramos: il difensore vanta il record di essere sempre andato a segno negli ultimi 17 anni solari (2004-2020) e ancora una volta si conferma il totem di questa squadra, il leader capace di risollevarla nei momenti più delicati. A Pamplona si è dovuto beccare anche gli insulti (pesantissimi) dei tifosi dell’Osasuna. Se va detto che assai importante si è rivelata la spinta sulle fasce di Carvajal e Mendy, preferito a Marcelo; un discorso a parte lo merita Bale (schierato nel tridente con Isco e Benzema). Il gallese è sempre un caso: è rimasto in campo per un’ora abbondante, è entrato nell’azione del pareggio, ma la sua presenza alla fine non ha inciso più di tanto. E la frattura con il popolo madridista sembra insanabile: giovedì - non convocato - aveva lasciato la tribuna del Bernabeu prima del fischio finale, scatenando le ire dei tifosi, lo scorno dei compagni e acuendo una tensione che perdura da tempo. La situazione di Bale è paradossale: è davvero l’unico calciatore al mondo che non minaccia di andarsene, ma di restare (alla faccia di tutti). 

L’Osasuna conferma la buona tenuta casalinga e ha il merito di partire a spron battuto: il gol di Unai Garcìa dopo 14’ legittima il miglior atteggiamento della squadra di Jagoba Arrasate. Ma colpito dallo schiaffo, il Real reagisce. E non c’è più partita. Isco (il più lesto nel mischione in area) e Sergio Ramos (di testa) portano avanti i Blancos, il secondo tempo conferma la differenza qualitativa tra le due squadre. L’agonismo che ha tenuto in piedi l’Osasuna regge ancora per un po’ ma non dà forma a nulla di concreto, così al Real basta avere pazienza e colpire di nuovo, nel finale, prima con Lucas Vasquez e poi - in pieno recupero - con Jovic in contropiede. C’è tempo anche per una traversa di Inigo Perez, ma nel tabellino rimane questo 1-4 che punisce eccessivamente la squadra di Pamplona. Zidane infila la quinta vittoria consecutiva in campionato e tira dunque un sospiro di sollievo. Non ha risolto i suoi problemi, ma - dopo l’eliminazione dalla Coppa del Re - ha rimesso in piedi la squadra. All’appuntamemto chiave mancano sedici giorni: il 26 febbraio al Bernabeu c’è la partita di andata degli ottavi di Champions contro il Manchester City di Pep Guardiola. Se vuole giocarsela alla pari, il Real deve ritrovare ritmo e qualità.


IL TABELLINO

Osasuna-Real Madrid 1-4


Real Madrid (4-3-3): Courtois; Carvajal, Ramos, Varane, Mendy; Modric, Casemiro, Valverde; Bale (71' Lucas Vazquez), Benzema (88' Jovic), Isco (82' Vinicius Junior). All.: Zidane. 
Osasuna (4-5-1): Sergio Herrera; Nacho Vidal, David García, Unai Garcia, Estupinan; Roberto Torres (77' Cardona), Brasanac, Moncayola (10' Merida), Inigo Perez; Arnaiz (61' Gallego); Ruben García. All.: Arrasate.

Gol: 14' Unai Garcia (O), 33' Isco (R), 38' Sergio Ramos (R), 84' Lucas Vazquez (R), 92' Jovic (R).

Assist: Ruben Garcia (O, 1-0), Casemiro (R, 1-2), Benzema (R, 1-3), Valverde (R, 1-4).

Ammoniti: Nacho Vidal, David Garcia (O), Carvajal, Sergio Ramos (R).